Bini Smaghi: inflazione scenderà con petrolio stabile

sabato 31 maggio 2008 16:33
 

TRENTO (Reuters) - L'inflazione dell'area euro é destinata a decelerare se il prezzo del petrolio resterá stabile sui livelli attuali, secondo il membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, Lorenzo Bini Smaghi.

"Se il prezzo del petrolio rimarrà su questi livelli, l'inflazione scenderà", ha detto ai giornalisti Bini Smaghi a margine del festival dell'economia di Trento.

Bini Smaghi ha sottolineato come l'evoluzione del prezzo del greggio sia difficilmente prevedibile. Tuttavia, sulla base delle attuali stime Bce sulle quotazioni del barile, l'inflazione dovrebbe rallentare dopo alcuni mesi di permanenza sui livelli raggiunti.

"Sulla base dei dati attualmente a disposizione, incluso il prezzo del petrolio, alla Bce ci aspettiamo che l'inflazione rimanga su questi livelli per qualche mese e poi inizi a scendere", ha aggiunto Bini Smaghi.

In maggio l'inflazione dell'area euro è tornata al 3,6%, un livello che il membro del board Bce oggi ha definito "preoccupante".

"E' un'inflazione provocata da materie prime su cui non abbiamo nessun controllo e l'importante è evitare che si porti su tutti gli altri prodotti", ha detto Bini Smaghi. In un'intervista pubblicata oggi, anche il governatore della banca centrale olandese, Nout Wellink, sottolinea la difficoltà per una banca centrale di controllare un'inflazione che giunge dall'estero. La Bce si riunisce giovedí per decidere dei tassi d'interesse e l'attesa unanime degli analisti é per una conferma del costo del denaro al 4%. Secondo Bini Smaghi, per contrastare il caro prezzi guidato da petrolio e alimentari si puó intervenire sui prezzi di beni e servizi prodotti all'interno della zona euro.

"Si difende il potere d'acquisto facendo in modo che l'inflazione importata non diventi inflazione interna e (lo) si difende lavorando su altri prezzi di prodotti e servizi europei", ha detto.

A questo proposito, secondo il consigliere Bce, le liberalizzazioni dei mercati dei prodotti e servizi possono aiutare a fare scendere i prezzi degli stessi. Bini Smaghi ha poi sottolineato il ruolo fondamentale giocato dalla moneta unica nei mesi recenti, in cui la crisi originatasi dalle insolvenze sui mutui subprime Usa ha scosso i mercati del credito. "Si puó immaginare cosa sarebbe successo senza l'euro in questi mesi".

PAESI RESPONSABILI DI DIVERGENZE IN TASSI CRESCITA

Nel corso di una tavola rotonda sul processo di unificazione europeo, Bini Smaghi ha criticato l'atteggiamento di chi scarica sulle istituzioni comunitarie l'incapacitá di risolvere i problemi a livello nazionale. Le differenze nei tassi di crescita tra i paesi dell'euro, secondo Bini Smaghi, mettono in evidenza responsabilitá che ricadono sui singoli stati membri. Il membro Bce ha messo in relazione la bassa crescitá con l'efficienza del sistema d'istruzione e altri indicatori quali le liberalizzazioni. "Chi va peggio, come a scuola, deve mettersi a studiare, e se non ci riesce il problema é suo", ha sottolineato. Alla domanda se la Bce abbia assunto un ruolo di supplenza rispetto a un potere politico forte attualmente assente a livello europeo, Bini Smaghi ha ammesso l'esistenza di uno squilibrio, aggiungendo peró che la storia comunitaria si é sviluppata anche attraverso squilibri successivamente sanati. "La Bce é un'istituzione forte, federale che esprime la propria azione in maniera diretta verso cittadini," ha detto. Secondo Bini Smaghi, peraltro, sará la necessitá di dare risposte unitarie su temi come il commercio internazionale a guidare lo sviluppo di una politica estera europea. "Saranno gli altri a obbligarci ad avere una politica estera comune," ha concluso.

 
<p>Il membro italiano del consiglio esecutivo della Bce Lorenzo Bini-Smaghi in una foto d'archivio. REUTERS/Luis D'orey</p>