27 giugno 2008 / 06:14 / tra 9 anni

Zimbabwe, via al ballottaggio. Solo Mugabe in corsa

<p>Il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe. REUTERS/Philimon Bulawayo (ZIMBABWE)</p>

HARARE (Reuters) - Si sono aperti stamattina in Zimbabwe i seggi per il ballottaggio delle elezioni presidenziali, nel quale l‘unico candidato è il presidente Robert Mugabe, che ha rifiutato le condanne giunte da tutto il mondo e gli appelli per posticipare le elezioni che l‘opposizione ha definito una farsa.

Il leader dell‘opposizione Morgan Tsvangirai, che si è ritirato dal ballottaggio domenica scorsa a causa delle violenze e delle intimidazioni da parte dei seguaci del partito di Mugabe (Zanu-Pf), ha invitato i sostenitori del suo partito (Mdc) a non votare a meno che la loro vita non sia minacciata.

“Qualsiasi cosa succeda, i risultati non saranno riconosciuti dalla comunità mondiale. Non importa se vi obbligano, sappiamo cosa c’è nel vostro cuore. Non rischiate la vita. La vittoria della gente potrà anche essere ritardata, ma non sarà cancellata”, recita una sua dichiarazione.

Il voto è cominciato alle 7 ora italiana, e terminerà alle 19. L‘affluenza è bassa in molti seggi della capitale Harare, a differenza delle elezioni di marzo quando le persone si erano messe in coda sin dalle prime ore del giorno per votare.

Gli zimbabwensi speravano che il ballottaggio potesse aiutare a risolvere la gravissima crisi economica in cui versa il paese, caratterizzata da una cronica scarsità di valuta straniera, mancanza di cibo, un tasso di disoccupazione dell‘80% e un tasso d‘inflazione del 2.000.000%, il più alto al mondo.

Una pagnotta oggi costa 6 milioni di dollari dello Zimbabwe, 150 volte il costo che aveva al primo turno.

CONDANNA INTERNAZIONALE

Il voto è già stato ampiamente condannato e un comitato di sicurezza della Comunità per lo Sviluppo dell‘Africa del Sud ha chiesto il posticipo avvisando che la rielezione di Mugabe come unico candidato potrebbe essere illegittima.

Il G8 ha detto oggi al termine del vertice in Giappone che i risultati del primo turno delle presidenziali, vinto dall‘opposizione, devono essere rispettati.

“Sottolineiamo che i risultati delle elezioni del 29 marzo 2008 devono essere rispettati, e che il dialogo tra le parti deve permettere la formazione di un governo”, recita una nota congiunta dei ministri degli Esteri dei paesi industrializzati.

“Non accetteremo la legittimità di un governo che non rifletta la volontà del popolo dello Zimbabwe”.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto che vorrebbe discutere con i suoi omologhi europei del ritiro degli ambasciatori dal paese, e ha chiesto di avviare il processo al ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, dal momento che la presidenza di turno all‘Ue spetterà alla Francia a partire da luglio.

“Chiederò a Kouchner ... di iniziare un rapido processo di consultazione per il ritiro degli ambasciatori dallo Zimbabwe”, ha detto Frattini ai giornalisti a Kyoto.

Il Segretario di Stato americano Condoleezza Rice ha detto che dopo il G8 Washington si consulterà con gli altri membri del Consiglio di Sicurezza dell‘Onu oer decidere quale debba essere il prossimo passo dopo il ballottaggio.

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