Manovra, Prestigiacomo chiede a Parlamento ripristino Sistri

martedì 23 agosto 2011 11:27
 

ROMA, 23 agosto (Reuters) - Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha definito oggi una "resa alle ecomafie" la cancellazione, prevista dalla manovra di Ferragosto, del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali, e ha chiesto al Parlamento di intervenire.

"La abrogazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi (l'80% dei rifiuti prodotti in Italia) prevista con un colpo di mano nella manovra è una resa alle ecomafie, un atto di miopia politica che va corretto nel corso dell'esame parlamentare del provvedimento", ha detto il ministro in un comunicato.

L'avvio ufficiale del Sistri, istituito dal governo di centrosinistra ma materialmente realizzato da quello di centrodestra, era stato fissato al primo settembre, dopo una serie di problemi riscontrati in fase di sperimentazione e le richieste di posticipo da parte di Confindustria e di altre associazioni di categoria.

Il Sistri è costato alle finanze pubbliche 5 milioni di euro, secondo un dato fornito nella scorsa primavera dallo stesso ministero, mentre i futuri costi sarebbero stati sostenuti direttamente dagli utenti del sistema, cioè tutte le imprese che producono rifiuti speciali o pericolosi.

Secondo una fonte del settore, fino a marzo 2011 le aziende avrebbero versato circa 140 milioni di euro, ma l'informazione non è stata confermata dal ministero, secondo cui il nuovo sistema consentirà invece l'abbattimento del 70-80% dei costi normalmente sostenuti dalle aziende per lo smaltimento.

"Abrogare il Sistri significa disattendere un obbligo europeo, rinunciare di fatto alla legalità in un settore su cui prosperano gli affari delle mafie, lasciare senza un effettivo controllo 14 milioni tonnellate di veleni (cromo esavalente, mercurio, arsenico, etc.) che ogni anno il sistema produttivo italiano produce e sul cui smaltimento oggi non esiste alcun serio sistema di monitoraggio", ha detto ancora Prestigiacomo nel comunicato.

Secondo l'ultimo rapporto di Legambiente sulle ecomafie, in Italia il giro d'affari legato alla gestione criminale dell'ambiente è di circa 20 miliardi di euro.

Nel 2009, dice il rapporto, sono cresciute di oltre il 33%, a 5.217, le infrazioni accertate relative allo smaltimento dei rifiuti. All'aprile 2010, poi erano 151 le inchieste in corso su traffici illeciti di rifiuti, coinvolgendo oltre 600 inchieste.

"Va fatto un passo indietro cancellando quella dissennata norma proditoriamente inserita nella manovra - è l'appello lanciato dal ministro al Parlamento, dove oggi comincia nelle competenti commissioni del Senato l'esame del decreto legge - Va fatto a difesa della legalità, dell'ambiente e della credibilità internazionale del nostro paese".

(Massimiliano Di Giorgio)