Gb, rivolte mettono alla prova il coraggio di Cameron

giovedì 11 agosto 2011 12:48
 

LONDRA, 11 agosto (Reuters) - Il primo ministro David Cameron, impegnato a scongiurare una crisi della sua premiership, spiega oggi al Parlamento come intende gestire quella fetta "malata" di società che ha accusato delle più gravi rivolte degli ultimi decenni in Gran Bretagna.

Il premier ha spiegato che i poliziotti per le strade di Londra resteranno 16.000 per tutto il fine settimana, aggiungendo che per il futuro prenderà in considerazione anche l'assistenza dell'esercito.

Cameron -- che è sotto pressione per ammorbidire i piani di austerity, potenziare i servizi di sorveglianza e fare di più per le comunità cittadine, con le difficoltà dell'economia che attanagliano un Paese le cui tensioni sociali e razziali sono esplose in quattro notti di sconcertanti tumulti -- ha aggiunto che chiunque abbia avuto case o imprese danneggiate potrà richiedere un risarcimento anche se non assicurati.

Anche il ministro delle Finanze, George Osborne, interverrà in Parlamento nel timore che le rivolte possano danneggiare la fiducia nell'economia e nella città di Londra, uno dei principali centri finanziari al mondo e teatro delle prossime Olimpiadi del 2012.

Mentre la gente è furibonda per i saccheggi di beni - dai dolciumi alle tv - Cameron ha bollato i rivoltosi come criminali e ha smentito che i disordini abbiano un legame con i previsti tagli alla spesa, per la maggior parte non ancora messi in atto.

Tuttavia i leader delle comunità sostengono che le ineguaglianze, i tagli ai servizi pubblici e la disoccupazione giovanile abbiano contribuito a fomentare le violenze a Londra, Birmingham, Manchester e in altre città multi-etniche. "Neri, asiatici, bianchi, viviamo tutti nella stessa comunità. Perché ci dobbiamo ucciderci?" ha detto Tariq Jahan, il cui figlio è stato ammazzato mentre cercava di proteggere i suoi beni a Birmingham.

Molti britannici sono rimasti sconvolti per le violenze: dalle immagini tv dell'aggressione con furto di un ragazzino rimasto ferito alla fotografia di una donna che salta da un edificio in fiamme.