Borsa, da procura Trani sequestri documenti a Moody's, S&P

giovedì 4 agosto 2011 13:41
 

MILANO, 4 agosto (Reuters) - La procura di Trani ha fatto eseguire sequestri di documenti nelle sedi di Moody's e di Standard and Poor's a Milano e un ordine di esibizione alla Consob a Roma, nell'ambito delle inchieste che sta conducendo su anomale oscillazioni di borsa che si sarebbero verificate nel 2010 e nel 2011.

I provvedimenti, eseguiti ieri, sono stati disposti "per verificare se queste agenzie di rating svolgano il loro lavoro nel rispetto delle normative e abbiano tutti i requisiti per effettuare rating" in Italia, ha spiegato a Reuters il procuratore capo di Trani Carlo Maria Capistro assieme al pm titolare delle inchieste Michele Ruggiero.

I magistrati pugliesi - che attualmente hanno due procedimenti aperti: uno su Moody's e un altro su Standard & Poor's e sui suoi analisti - hanno precisato di aver chiesto alla Consob documenti relativi alla procedura di registrazione delle due agenzie di rating.

Al momento non è stato possibile raggiungere gli interessati per un commento.

Le inchieste hanno preso il via in seguito agli esposti delle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori.

A maggio del 2010 le due associazioni avevano presentato un primo esposto contro l'agenzia di rating Moody's per gli effetti sul mercato che sarebbero stati, secondo l'esposto, conseguenza della diffusione di un report sulla situazione italiana.

Un nuovo esposto è stato presentato a maggio del 2011 contro Standard & Poor's dopo l'annuncio di un outlook negativo assegnato all'Italia.

Infine - dopo le due giornate dell'8 e 11 luglio scorsi in cui i titoli italiani, bond e azioni sono stati oggetto di imponenti vendite - è stata presentata un'integrazione dei precedenti esposti chiedendo alla procura di Trani di accertare se siano stati commessi reati nel corso delle due sedute borsistiche.

Il pm Ruggiero sta cercando di capire se dietro le manovre speculative su Piazza Affari esista "un disegno preciso di hedge fund e di altri soggetti non identificati che possa collegarsi in qualche modo ai giudizi negativi espressi sui conti pubblici italiani dalle agenzie di rating", come scrive Adusbef in una nota.

(Sara Rossi)