Italia, dubbi su prossima tranche Grecia,conferma impegni summit

venerdì 29 luglio 2011 19:25
 

MILANO/BRUXELLES, 28 luglio (Reuters) - La crescita dei tassi d'interesse sui bond governativi italiani potrebbe mettere in dubbio la partecipazione dell'Italia alla prossima tranche di aiuti alla Grecia in settembre, secondo alcune fonti della zona euro.

In una conference call di ieri tra funzionari europei in cui è stata discusso l'esborso della prossima tranche dei prestiti di emergenza alla Grecia, l'Italia ha detto che Roma potrebbe dover usare la clausola di 'step- out' in settembre se i suoi costi di finanziamento sul mercato dovessero diventare più alti dei tassi sui prestiti ad Atene.

"Una decisione non è stata presa, né in un senso né in un altro", ha detto una fonte della zona euro a conoscenza dei dettagli della conference call.

Da Roma, fonti italiane coinvolte nei negoziati sul bailout della Grecia, sottolineano che ieri erano in discussione dettagli tecnici e che la posizione dell'Italia sul sostegno alla Grecia rimane immutata.

"Non c'è alcun dietrofront dell'Italia rispetto agli accordi e agli impegni presi in sede europea nel vertice del 21 luglio", dice una fonte italiana. Una decisione in merito alla partecipazione all'esborso di settembre arriverà a tempo debito, sulla base dell'andamento dei mercati finanziari.

Il rendimento dei bond italiani è cresciuto a livelli di attenzione all'asta dei titoli di Stato di giovedì. Gli investitori, preoccupati dalla crisi del debito della zona euro e dallo stallo sul tetto del debito Usa, hanno preteso un premio di rischio più alto ieri, spingendo lo spread di rendimento tra i Btp e i Bund tedeschi oltre 3 punti percentuali. Da inizio mese il differenziale è salito di 110 centesimi, attorno a 330 punti base.

Nell'accordo sul bailout greco, è previsto che un Paese il cui costo delle obbligazioni governative sia più alto dei tassi concordati per il prestito di denaro alla Grecia abbia due possibilità: o fare un passo indietro (in questo caso gli altri Paesi dovranno concedere prestiti maggiori sulla quota mancante) o chiedere una compensazione da parte degli altri partecipanti, in modo da non andare in perdita.

Il problema si pone perché appare molto probabile che a settembre il nuovo quadro regolamentare per il fondo europeo di salvataggio Efsf tracciato nel summit del 21 luglio non sarà ancora legge in tutti i diciassette paesi dell'euro. Per fornire la tranche di aiuti attesa in autunno i paesi della moneta unica dovranno quindi ricorrere all'utilizzo di linee di finanziamento bilaterali piuttosto che utilizzare l'Efsf, che è in grado di raccogliere fondi sul mercato a costi contenuti, forte di un rating tripla A.

"Non è una questione su cui decidere ora. Dobbiamo vedere come saranno i costi di finanziamento al momento dell'esborso alla Grecia. Attualmente la situazione è ai limiti", ha detto il funzionario intervenuto alla conference call, che ha chiesto di restare anonimo.   Continua...