Grecia, Parlamento oggi vota austerity, crescono chance per sì

mercoledì 29 giugno 2011 09:07
 

ATENE/BRUXELLES, 29 giugno (Reuters) - Il Parlamento greco si prepara oggi a un voto cruciale, quello sull'impopolare piano di austerity chiesto da Ue e Fmi per concedere i fondi necessari a impedire il default.

Ieri all'esterno del parlamento ci sono stati scontri tra la polizia e giovani che tiravano pietre e davano fuoco ai cassonetti, nel corso del primo dei due giorni di sciopero proclamato dai sindacati contro il piano quinquennale che prevede tagli al bilancio, aumenti delle tasse e privatizzazioni.

Uno dei tre deputati socialisti che avevano annunciato il voto contrario alla manovra ha cambiato idea, e ora ha deciso di sostenere il piano di austerity, essenziale per assicurarsi a luglio i fondi internazionali, senza i quali la Grecia resterebbe senza liquidità nel giro di alcune settimane.

La decisione del parlamentare rafforza il governo del premier socialista George Papandreou per il primo voto di oggi. Il dibattito in aula inizierà alle 13 ora italiana.

Le migliori prospettive politiche e i segnali che indicano il sostegno alla Grecia anche dalle banche commerciali europee ha provocato un rialzo dei mercati e dell'euro.

I socialisti di Papandreu hanno una maggioranza ristretta, con 155 seggi sui 300 del parlamento. Ma ci sono state alcune defezioni fra i deputati e altri minacciano di votare contro alcune misure o tutto il pacchetto.

Anche se le probabilità che il parlamento approvi oggi il piano di austerity sono aumentate, il rischio è che i parlamentari possano bocciare domani alcune norme più dettagliate, che riguardano l'applicazione dei vari elementi del piano, come l'aumento delle tasse o la vendita di beni statali.

Per l'Unione europea e il Fondo monetario internazionale, la Grecia deve mettere in atto il piano, con 28,6 miliardi di euro di risparmi, ma anche le leggi d'attuazione per garantirsi i prossimi 12 miliardi di aiuti da luglio.

"Per il Parlamento votare contro questo pacchetto sarebbe un crimine", ha detto il governatore della Banca centrale greca George Provopoulos, citato oggi dal "Financial Times". "Il Paese voterebbe il proprio suicidio".