Grecia, al via 2 giorni di sciopero contro austerity

martedì 28 giugno 2011 10:32
 

di George Georgiopoulos

ATENE, 28 giugno (Reuters) - I sindacati greci si sono impegnati a riempire le strade del centro di Atene oggi, all'inizio di due giorni di sciopero per protestare contro le dolorose misure di austerity necessarie per ottenere nuovi aiuti finanziari dalla comunità internazionale.

"Ci aspettiamo una partecipazione massiccia e dinamica allo sciopero e al corteo nel centro di Atene. Avremo 48 ore di lavoratori, giovani e disoccupati per le strade", ha detto a Reuters il leader del sindacato Adedy, Spyros Papaspyros.

Con la Grecia sull'orlo della bancarotta, il parlamento dovrebbe votare questa settimana un nuovo pacchetto di tagli alla spesa, aumento delle tasse e privatizzazioni come parte di un massiccio salvataggio che punta ad evitare il primo default nella zona euro.

Il primo ministro George Papandreou ha fatto appello ai parlamentari ieri sera affinché sostengano le misure in due voti domani e giovedì, che secondo lui rappresentano l'ultima chance per la Grecia.

Il piano di austerità ha provocato rabbia tra i greci, disillusi da anni di corruzione politica ed inefficienza e ora amaramente risentiti per le condizioni imposte dall'Unione europea e dal Fondo monetario internazionale.

Dopo settimane di proteste, il sindacato del settore pubblico Adedy e il Gsee, che rappresenta due milioni di lavoratori del settore privato, sperano di fare pressione sui parlamentari in vista del voto.

Ci si aspetta che il trasporto pubblico sarà bloccato, così come quello aereo. Colpite anche le partenze dei traghetti dal Pireo e problemi potrebbero registrarsi per i servizi postali, gli ospedali e diversi uffici.

Si prevede che nel centro di Atene vengano schierati oltre 5.000 poliziotti, soprattutto a protezione del parlamento, obiettivo di settimane di proteste da parte dei manifestanti, che hanno campeggiato nella vicina piazza Syntagma, stamani molto tranquilla.

La Grecia sta vivendo la sua peggior recessione dagli anni 70, con un tasso di disoccupazione giovanile di oltre il 40% e le finanze pubbliche sotto il peso di un debito equivalente al 150% del Pil.