PUNTO 1-Giappone, Kan supera voto di sfiducia, verso dimissioni

giovedì 2 giugno 2011 11:50
 

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TOKYO, 2 giugno (Reuters) - Il primo ministro giapponese Naoto Kan ha superato oggi il voto di sfiducia in parlamento, offrendo di dimettersi non appena sarà superata la fase peggiore della crisi nucleare scaturita dal terremoto dell'11 marzo scorso e riuscendo in extremis a scongiurare una rivolta all'interno del suo partito.

La proposta di Kan di dimettersi, probabilmente in autunno, consente al premier di avere tempo per preparare un extra budget per finanziare la ricostruzione, ma non risolve la paralisi politica che dura ormai da tempo.

Grazie alla manovra di Kan, la mozione di sfiducia parlamentare -- presentata dall'opposizione per il modo in cui Kan ha gestito la peggiore crisi dalla Seconda Guerra Mondiale -- è stata respinta nettamente con 293 voti contrari e 152 a favore.

Eppure Kan, indebolito dalle divisioni all'interno del suo stesso partito, può essere visto come un' "anatra zoppa" dall'opposizione e ha poche speranze per quanto riguarda la riforme fiscali e previdenziali, che il paese necessita per contenere il suo ingente debito di bilancio e che richiedono il sostegno dell'opposizione in un parlamento diviso. I partiti dell'opposizione, infatti, controllano la camera alta.

Un funzionario del principale partito d'opposizione, il Partito liberal democratico, ha spiegato chiaramente di non avere alcuna intenzione di rendere le cose facili al governo nonostante la proposta di Kan.

"Andiamo avanti con la ferma convinzione che la conferma del governo Kan non sia positiva per il paese e per il popolo", ha detto ai giornalisti il segretario generale Nobuteru Ishihara.

Ishihara ha ribadito che la posizione del partito è quella di bloccare la legge necessaria per finanziare il 44% del budget da un trilione di dollari di quest'anno fiscale, a meno che i democratici non abbandonino le loro promesse di spesa.

Kan, che si è insediato quasi un anno fa come quinto primo ministro giapponese in cinque anni, sta lottando per tenere sotto controllo la crisi nucleare alla centrale di Fukushima, fortemente danneggiata dallo tsunami