15 aprile 2011 / 13:59 / 6 anni fa

PUNTO 1-Libia, Italia non bombarderà. Razzi su Misurata

* Berlusconi dice che impegno militare Italia non cambia-fonte

* Forze Gheddafi lanciano razzi su Misurata

* Usa, Francia, Gran Bretagna: avanti sino ritiro Gheddafi

* Nato dice che alleati pronti a offrire più aerei

(accorpa pezzi, aggiorna situazione Misurata)

ROMA, 15 aprile (Reuters) - L‘impegno militare dell‘Italia in Libia non cambierà e non ci saranno bombardamenti da parte di aerei italiani contro l‘ex colonia nord africana, ha detto oggi il premier Silvio Berlusconi nel corso del Consiglio dei ministri, secondo una fonte.

Intanto nel paese nordafricano le forze di Muammar Gheddafi hanno sparato salve di razzi su Misurata, nel secondo giorno di intensi bombardamenti sulla città e sullo strategico porto ancora nelle mani dei ribelli.

Sempre oggi, i leader di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti si sono impegnati a continuare la campagna militare in Libia finché Gheddafi non lascerà il potere. E il segretario generale della Nato, Anders Fogh Ramussen, ha detto che in base alle indicazioni di cui dispone, gli alleati forniranno altri aerei da combattimento, necessari per l‘operazione militare.

Dopo che ieri i ribelli hanno affermato che erano almeno le 23 le vittime dei bombardamenti compiuti dalle truppe governative su Misurata, chiedendo alla Nato di intensificare i raid aerei a loro sostegno, oggi un medico ha detto alla tv Al Jazeera che nell‘ultimo assalto sono state uccise almeno 8 persone, e ci sono donne e anziani tra le persone ferite.

Un portavoce dei ribelli non ha potuto confermare il bilancio dei morti.

Alcuni abitanti hanno detto alla tv araba che le forze del governo hanno lanciato oltre 100 razzi sulla città, colpendo aree residenziali.

Usa, Gran Bretagna e Francia hanno accusato Gheddafi di cercare di strangolare la popolazione di Misurata, in una sorte di assedio medievale che dura ormai da sei settimane. Intanto, migliaia di lavoratori immigrati sono intrappolati vicino all‘area portuale, nel tentativo di fuggire dalla città.

Ma il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, da Berlino, ha detto che è importante che uin Libia non si faccia un uso eccessivo della forza, accuando che in diversi casi si è andati invece oltre la risoluzione Onu, fortemente voluta dai paesi occidentali.

L‘ITALIA “FA GIA’ ABBASTANZA”

Oltre a confermare che le forze italiane non sganceranno bombe sulla Libia, Berlusconi oggi ha osservato che l‘Italia “fa già abbastanza” considerando la sua delicata posizione di ex potenza coloniale. La Libia è stata colonia italiana dal 1911 alla seconda guerra mondiale.

La linea del governo è stata ribadita al termine della riunione di governo, dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa: “Proseguiamo con l‘attività fatta finora. L‘intero governo è stato concorde nel ritenere che l‘attuale linea dell‘Italia sia quella giusta e non pensiamo a una modifica del nostro apporto alle operazioni militari in Libia”.

Il ministro ha poi voluto precisare che la posizione italiana sarà ribadita agli Usa nelle imminente visita che egli stesso farà al segretario alla Difesa, Robert Gates.

“Dall‘inizio abbiamo deciso di mettere a disposizione gli Ecr invece che i Tornado muniti di bombe. Ho portato in Consiglio dei ministri anche una ipotesi di utilizzo diverso degli stessi aerei ma è una ipotesi marginale che non seguiremo. Non useremo in modi diversi nemmeno gli aerei che abbiamo messo a disposizione”.

Quello che facciamo è “molto, cosa diversa da abbastanza. Fra azione umanitaria e utilizzo delle basi l‘Italia non è seconda a nessuno”, ha aggiunto precisando che Roma “ha messo a disposizione 7 basi aeree con risorse non indifferenti, un assetto navale di primo grado per l‘embargo navale e ancora 4 Caccia e 4 Tornado Ecr, più gli aerei imbarcati sulle navi che monitorano sull‘embargo”.

“Decisi personalmente che non avremmo partecipato a bombardamenti e non avremmo fornito quel tipo di aerei ma Ecr che avrebbero messo al sicuro gli altri aerei con la loro potenzialità di oscurare i radar libici”.

“Abbiamo scelto e pensiamo di avere fatto bene”.

OBAMA, CAMERON, SARKOZY: AVANTI FINO A DEPOSIZIONE GHEDDAFI

In un articolo firmato congiuntamente e pubblicato su quotidiani di entrambe le sponde dell‘Atlantico, il premier britannico David Cameron, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il presidente Usa Barack Obama hanno detto oggi che lasciare Gheddafi al potere sarebbe un “ingiustificabile tradimento” del popolo libico.

“E’ impensabile che qualcuno che ha tentato di massacrare il suo stesso popolo possa far parte di un futuro governo”.

“Finché Gheddafi sarà al potere, la Nato e i partner della coalizione devono continuare le loro operazioni così che i civili siano protetti e continui la pressione sul regime”, hanno detto i tre leader mondiali.

“In seguito potrà cominciare davvero una genuina transizione dalla dittatura verso un processo costituzionale aperto, guidato da una nuova generazione di leader. Affinché questa transizione abbia successo, il colonnello Gheddafi deve andarsene e andarsene per sempre”.

La figlia del leader libico Aisha ha reagito, durante una manifestazione nell‘edificio bombardato dagli americani nel 1986, dicendo che chiedere l‘uscita di scena del padre è un insulto al popolo libico.

Francesca Piscioneri

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