Usa, tempo stringe per accordo Obama-Congresso su bilancio

giovedì 7 aprile 2011 07:55
 

di Richard Cowan

WASHINGTON (Reuters) - Il presidente statunitense Barack Obama e i leader del Congresso cercheranno di raggiungere oggi un accordo sul taglio della spesa per evitare una pericolosa sospensione delle attività governative a partire dalla mezzanotte di venerdì. Preoccupato della scadenza che incombe sul finanziamento temporaneo del governo, Obama ha lanciato un appello ai negoziatori a lavorare senza interruzione per appianare "differenze relativamente limitate" tra democratici e repubblicani sul livello di spesa federale nel periodo da qui al 30 settembre.

"Resto fiducioso che se siamo seri sul fatto di fare qualcosa, dobbiamo essere capaci di portare a termine un accordo e approvarlo per evitare la cessazione dell'attività", ha detto Obama nella tarda serata di ieri ai reporter dopo un incontro di un'ora e mezzo coi leader del parlamento statunitense.

Lo speaker della Camera dei rappresentanti, il repubblicano John Boehner, ha lasciato l'incontro dicendo ai giornalisti che l'accordo non è stato ancora raggiunto, ma che si sono fatti progressi.

Il leader della maggioranza al Senato, il democratico Harry Reid, che ha partecipato al vertice, ha detto: "Ho fiducia che possiamo farcela".

Poco prima del vertice alla Casa Bianca, un assistente democratico presso il Congresso ha detto che i tagli totali di spesa per quest'anno, nell'accordo al centro del negoziato, si avvicineranno probabilmente ai 33 miliardi di dollari, rispetto ai 40 chiesti dai repubblicani.

Se Obama e i leader del Congresso raggiungessero un accordo rapidamente, si aprirebbe la strada per il voto di Camera e Senato a favore del finanziamento per il governo federale fino al 30 settembre, ponendo fine a mesi di scontro sulla spesa per l'anno fiscale, che è già trascorso per metà.

Ieri, Obama ha avvertito che lo stallo di bilancio, con la parziale inattività del governo per la prima volta in 15 anni, provocherebbe un danno all'economia del Paese, che sta appena cominciando a riprendersi dalla più grave recessione dopo quella degli anni 30.