March 30, 2011 / 8:46 AM / 6 years ago

PUNTO 3- Giappone invita a calma su timori cibi esportati

6 IN. DI LETTURA

(cambia titolo, riscrive con vicenda esportazioni cibi, timore Aiea su radiazioni, dettagli)

TOKYO, 30 marzo (Reuters) - Il Giappone ha chiesto oggi al mondo di non imporre blocchi "ingiustificabili" all'import di prodotti, mentre è atteso l'arrivo del presidente francese Nicolas Sarkozy, il primo leader a visitare il Paese dopo che il terremoto e il maremoto hanno danneggiato la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, provocando la più grave crisi nucleare dai tempi di Chernobyl, nel 1986.

In una informativa all'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), il Giappone ha comunicato che sta monitorando la contaminazione radioattiva per evitare potenziali rischi alla sicurezza alimentare, e che fornirà al Wto informazioni rapide e precise.

"In cambio, il Giappone ha chiesto ai membri del Wto di non reagire in modo eccessivo", ha detto un rappresentante dell'organizzazione.

Molti paesi hanno vietato latte e prodotti dalle aree accanto alla centrale, che si trova a 240 km a nord di Tokyo, per i timori di contaminazione. Lo stesso Giappone ha bloccato le esportazioni di verdura e latte dalle zone vicine all'impianto, da cui continuano a fuoriuscire radiazioni.

Intanto, lo iodio radioattivo individuato nel tratto di mare al largo della centrale ha raggiunto livelli da record. L'agenzia statale per la sicurezza nucleare ha reso noto che la radioattività supera 3.355 volte il limite legale e che plutonio altamente tossico è stato trovato nel suolo a Daiichi.

E sempre oggi, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha comunicato al Giappone che i livelli di radiazioni registrati in un villaggio vicino alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi superano quelli raccomandati.

Il villaggio di Iitate si trova a 40 km a nord-ovest dalla centrale danneggiata dal terremoto e dal maremoto.

"La prima valutazione indica che uno dei criteri operativi della Aiea per l'evacuazione è superato nel villaggio di Iitate", ha detto in una conferenza stampa il funzionario Denis Flory.

Fumo a Daini. Arriva Sarkozy

Mentre gli operatori continuano a cercare di riprendere il controllo dei reattori danneggiati, tre settimane dopo il sisma, oggi è stato segnalato fumo in uscita da un altro impianto nucleare, quello di Daini, dove secondo le autorità c'è un problema in un quadro di distribuzione elettrica che alimenta una pompa idraulica.

L'incidente alla centrale, che è stata chiusa dopo essere stata danneggiata anch'essa dal terremoto e dallo tsunami, non ha provocato la fuoriuscita di radiazioni, ha detto in un comunicato la Tepco (9501.T), la società che gestisce le due centrali.

Intanto in Giappone è atteso il presidente Sarkozy, presidente di turno del G20 e del G8. Il capo di stato francese incontrerà il premier giapponese Naoto Kan per esprimere sostegno agli sforzi del Giappone per porre fine alla crisi nucleare e avviare la ricostruzione dopo il sisma e il maremoto, che hanno causato 27.500 tra morti e dispersi.

La Francia ha già inviato due esperti della Areva CEPFi.PA, la società nucleare statale, per dare una mano ai tecnici giapponesi. Gli Usa hanno dato l'assenso per inviare robot che registrano le emissioni radioattive, che saranno utilizzati per esplorare i noccioli dei reattori e le vasche che contengono le barre di carburante esausto nella centrale Daiichi.

Giappone Rivedra' Standard Nucleari

Il Giappone ha annunciato oggi che aggiornerà gli standard per la sicurezza nei suoi 55 impianti nucleari, nella prima ammissione che le norme sono state finora insufficienti.

L'impennata dei livelli di iodio radioattivo nell'acqua di mare è considerata un'ulteriore prova delle perdite dai reattori della centrale Daiichi.

Un'indagine Reuters ha indicato che il Giappone e la Tepco avrebbero ripetutamente sottovalutato i pericoli negli impianti nucleari e ignorato gli allarmi, compreso uno studio del 2007 sullo tsunami da parte dell'ingegnere per la sicurezza della centrale.

Nello studio si sosteneva che ci fosse circa un 10% di possibilità che uno tsunami potesse abbattere le difese della centrale nucleare di Fukushima Daiichi in un periodo di tempo di 50 anni, secondo le previsioni più prudenti.

Le nuove misure per la sicurezza, che saranno messe in campo entro la fine di aprile, comprendono anche l'allestimento di un sistema elettrico di riserva, in caso di blocchi della alimentazione elettrica , e camion dei pompieri con manichette pronte in ogni momento per intervenire e garantire il funzionamento dei sistemi di raffreddamento e la sicurezza delle vasche di combustibile esaurito, ha fatto sapere il Ministero per il Commercio.

Altri interventi, come la costruzione di dighe marittime più alte, saranno studiati dopo una disamina completa del disastro di Fukushima.

Le misure che verranno applicate immediatamente non richiedono necessariamente lo stop alle operazioni nell'impianto, ha detto il ministro dell'Economia, del Commercio e dell'Industria Banri Kaieda ad una conferenza stampa.

"Questi sono i primi passi cui abbiamo pensato e che vanno fatti immediatamente", ha detto Kaieda.

"Non dovremmo aspettare che sia preparata una cosiddetta ristrutturazione o una revisione completa -- qualcosa che richiederebbe molto tempo. Noi dovremmo fare tutto ciò che è possibile (e su cui le autorità per la sicurezza concordano) quando e se è necessario e fattibile", ha detto il ministro.

Prima del disastro, i reattori nucleari giapponesi fornivano circa il 30% dell'energia elettrica del paese. Si prevede che la percentuale salga al 50% entro il 2030, tra le più alte al mondo.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below