SINTESI 1- Premier porge ramo ulivo a opposizione,Lega si smarca

lunedì 31 gennaio 2011 19:03
 

ROMA, 31 gennaio (Reuters) - Silvio Berlusconi, indagato per prostituzione minorile e senza una maggioranza forte dopo la rottura con l'ex alleato Gianfranco Fini, ha proposto oggi al leader dell'opposizione un patto per la crescita, subito respinto dal Pd, che sembra aver indebolito ulteriormente la sua posizione di capo del governo.

Nel tardo pomeriggio il premier, che in un comunicato ha definito "risposte propagandistiche" e "atteggiamenti irresponsabili e insolenti" le risposte delle opposizioni, ha detto che in ogni caso governo e maggioranza faranno la loro parte per rilanciare l'economia. E ha minacciato chi dovesse "sabotare con atteggiamenti ostruzionistici" il programma della maggioranza di renderne poi "conto agli elettori, giudici sovrani esclusivi della politica nazionale".

La lettera di Berlusconi al "Corriere della Sera" arriva all'inizio di una settimana decisiva per le sorti del decreto legislativo sul federalismo municipale da cui la Lega Nord, decivo alleato del Pdl, fa dipendere le sorti della legislatura.

La commissione bicamerale deve esprimere il proprio parere sul provvedimento giovedì prossimo e ci sono dubbi che il governo abbia numeri sufficienti per incassare un sì. Anche se il parere non è vincolante, un voto contrario al governo potrebbe fare precipitare una situazione politica già in bilico.

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha avvertito oggi sempre sul "Corriere" che dopo il voto sul federalismo l'ipotesi elezioni diventerà più concreta e la Lega è pronta a correre con il Pdl, anche se il candidato premier non fosse Berlusconi.

Nella sua missiva al Corriere Berlusconi rilancia sul terreno economico, appellandosi direttamente a Pierluigi Bersani e alla "sua cultura pragmatica di un emiliano".

La proposta del Cavaliere è: "Agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano per la crescita dell'economia italiana".

Ancora una volta Berlusconi prende nette distanze dall'idea di introdurre un'imposta patrimoniale. Suggerisce invece un piano "il cui fulcro è la riforma costituzionale dell'articolo 41 [sull'iniziativa economica privata] e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani".

Secondo il premier, il momento è propizio, "specialmente dopo il varo dello storico accordo sulle relazioni sociali di Pomigliano e Mirafiori".   Continua...