15 novembre 2010 / 19:31 / 7 anni fa

PUNTO 1 - Juncker: Irlanda non sul punto di chiedere aiuto

(cambia titolo, aggiorna con dichiarazioni Juncker)

LONDRA/MADRID, 15 novembre (Reuters) - L'Irlanda non è vicina a chiedere il salvataggio finanziario da parte dell'Unione europea, ha detto oggi il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, ma l'opposizione irlandese ha sostenuto oggi di ritenere che la Ue abbia già dato il via alla manovra di aiuto

Mentre crescono le pressioni per un'azione rapida che disinneschi il rischio di un allargamento della crisi ad altri paesi Euro, il governo ha negato ripetutamente di voler ricorre a un "bailout" statale, anche se le condizioni dei mercati sono "turbolente"

Ma un dirigente della Banca centrale europea ha confermato che con Dublino sono in corso discussioni e ha detto che l'aiuto, se richiesto, sarebbe disponibile per le banche irlandesi o anche direttamente per lo Stato.

Il governatore della Banca di Spagna, uno dei paesi della periferia della zona Euro che ha problemi col debito e che ha visto crescere la spirale dei costi per i prestiti a seguito delle difficoltà irlandesi, ha incitato Dublino ad agire velocemente, affermando che la sua indecisione ha aumentato l'agitazione sui mercati finanziari.

Il ministro portoghese delle Finanze, Fernando Teixeira dos Santos, ha detto a Reuters che il Paese non ha in programma di chiedere aiuti di emergenza all'estero, dopo che il "Financial Times" aveva citato una sua dichiarazione secondo cui c'è un alto rischio che Lisbona debba chiedere aiuto.

"Una richiesta del genere non è imminente, non ci sono contatti, che siano formali o informali", ha detto il ministro a Reuters. "Il resto sono voci e speculazioni".

Il ministro irlandese delle Finanze Brian Lenihan discuterà della situazione domani a Bruxelles con gli altri ministri economici della zona Euro, a cui si uniranno anche quelli degli altri paesi Ue da mercoledì.

Oggi sono circolate sul mercato alcuni ipotesi sulla possibilità che i ministri potrebbero annunciare qualche forma di sostegno, ma Juncker ha detto che l'Irlanda non ha richiesto aiuti e che un accordo non è imminente.

"Gli irlandesi pensano di poter tenere sotto controllo i problemi che stanno affrontando", ha detto Juncker all'agenzia di stampa Bloomberg. "Non sono vicini al punto in cui chieranno un aiuto esterno".

Al contrario, uno dei leader dell'opposizione irlandese ha detto di credere che la Ue sia già intervenuta per il salvataggio del suo paese: "Sono estremamente preoccupato. Penso che i rapporti (su un imminente "bailout") nel fine settimana siano veri... Penso che un intervento europeo sia in corso", ha detto alla Bbc il portavoce dell'opposizione irlandese per le Finanze, Michael Noonan.

Noonan, che potrebbe divenire ministro delle Finanze se il governo attuale cadesse, ha detto di ritenere che i nodi potrebbero venire al pettine entro 24 ore, dato che domani c'è il vertice della zona euro, e che il salvataggio porterebbe alla sospensione dell'Irlanda sul mercato dei bond per tre o quattro anni.

Gli alti costi di prestito e il grosso deficit dell'Irlanda hanno causato timori per uno scenario in salsa greca, con problemi di budget in un paese che finiscono di spingere nella crisi l'intera zona della moneta unica, anche se le sue necessità di debito sono finanziate fino a metà 2011.

Il governo irlandese è stato fin qui riluttante a chiedere aiuto, in parte a causa delle elezioni straordinarie del 25 novembre che potrebbe perdere e anche perché dice che intende difendere la sovranità del Paese.

Ma il quotidiano "Irish Independent" ha scritto che il governo sta valutando la richiesta di denaro per le banche, una mossa politica meno rischiosa rispetto a un "bailout" statale.

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