PUNTO 1 - Debito, Napolitano: ridurlo ma senza "mortificazioni"

martedì 27 luglio 2010 18:55
 

(riscrive con dichiarazioni)

ROMA, 27 luglio (Reuters) - La riduzione del debito pubblico è un imperativo a cui l'Italia non può sfuggire, ma non si possono per questo "mortificare" strutture importanti dello Stato come la diplomazia.

Lo ha detto oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo alla Farnesina alla VII Conferenza degli ambasciatori.

"E' un imperativo cui nessuno può sfuggire quello del contenimento e di una sostanziale riduzione del nostro debito pubblico. Quello della riduzione dell'ingente stock di debito pubblico che l'Italia porta sulle spalle... è nostro fondamentale interesse nazionale", ha detto il capo dello Stato.

"A tutti i cittadini è necessario chiedere sacrifici in proporzione ai loro redditi effettivi, ma non postulando tagli di risorse e appiattimenti su parametri impropri, quasi che si trattasse di penalizzare gruppi di privilegiati e di intoccabili", ha proseguito Napolitano riferendosi alla diplomazia, i cui rappresentanti anche oggi hanno ribadito il loro malcontento per i tagli previsti dalla manovra all'esame del Parlamento.

"MANOVRA NON BASTA, SERVE IMPEGNO A LUNGO TERMINE"

Dal momento che "l'obiettivo della riduzione del debito pubblico non si esaurisce in una manovra pur pesante... ma richiederà un impegno di ben più lunga lena", secondo il capo dello Stato, "non dovrebbe essere difficile il convenire sulla necessità di dare la priorità, anche in termini di risorse, a politiche pubbliche di medio e lungo termine davvero cruciali per garantire il futuro del Paese; e sulla necessità di salvaguardare, rinnovare ma non mortificare, funzioni e strutture portanti dello Stato nazionale" come la politica estera.

Da parte sua il ministro degli Esteri Franco Frattini ha sottolineato che "la Farnesina deve certamente dare e darà un contributo al risanamento dei conti pubblici ma non può essere privata di risorse indispensabili a consolidare l'Italia nel mondo".

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