Manovra, Formigoni: Regioni pronte ai tagli se Roma collaborerà

giovedì 22 luglio 2010 17:31
 

MILANO, 22 luglio (Reuters) - Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni risponde al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, aprendo a una trattativa sui tagli previsti dalla manovra purché il governo sia "veramente disponibile a spalmare i sacrifici su altri comparti".

Nonostante l'opposizione alla manovra, Tremonti ha detto oggi che le regioni "alla fine scenderanno dai grattacieli e torneranno al tavolo".

Formigoni ha risposto che il "poeta Tremonti ... si intende di vette come me".

"Scenderemo dai nostri grattacieli che sono simbolo di efficienza, di virtù e di bellezza e andremo in questi vecchi palazzi romani, che la nostra gente identifica come i luoghi dello spreco e del centralismo", ha detto oggi Formigoni a margine di una conferenza stampa al Palazzo della Regione, aggiungendo che i primi tagli colpiranno le "diseconomie" e le spese della politica.

"Una volta approvata la manovra e mandato un messaggio ai mercati, Regioni e Governo scrivano un patto tra loro per gestire al meglio le ricadute sui servizi al cittadino", ha detto Formigoni.

Secondo il governatore, i tagli reali per la Lombardia sono superiori a quelli precedentemente comunicati perché non sono stati considerati i mancati trasferimenti previsti a partire dal 2011, stimando invece i tagli complessivi al 37% della spesa regionale. In totale i minori trasferimenti pesano sulla Regione per 1,1 miliardi nel 2011 e 1,2 enl 2012.

Formigoni intende quindi scendere a Roma con i propri "colleghi" governatori per parlare con il governo dei tagli previsti dalla manovra: "Andremo come sempre a difendere l'interesse dei nostri cittadini" perché "questa manovra è insostenibile" e ci sono "degli obblighi di spesa non comprimibili".

Alla domanda su quali siano i prossimi passi, Formigoni ha detto che "il lavoro va in una duplice direzione, che sarà ascrivibile a una nostra capacità di negoziazione e di ulteriore miglioramento dell'efficienza", sostenendo che i primi tagli colpiranno le diseconomie e le spese della politica.

Il governatore ha anche parlato delle infiltrazioni della criminalità nella regione, sostenendo che "mafia e 'ndrangheta vanno all'attacco di regioni come la Lombardia, più ricche di lavoro e più ricche di produzioni di beni".

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti dell'inchiesta che ha portato in carcere oltre 300 persone lo scorso 13 luglio, la 'ndrangheta ha tentato di infiltrarsi negli appalti per l'Expo 2015.