Casa Bianca contro Arizona per legge sull'immigrazione

giovedì 22 luglio 2010 10:17
 

di Tim Gaynor

PHOENIX, 22 luglio (Reuters) - L'amministrazione del presidente americano Barack Obama porta in tribunale lo stato dell'Arizona per chiarire se le misure decise dallo stato del sud-ovest degli Stati Uniti sugli immigrati illegali interferiscano con l'autorità federale in materia di politiche per l'immigrazione.

Il giudice distrettuale Susan Bolton ascolterà le deposizioni nel processo intentato per fermare la nuova legge sull'immigrazione dell'Arizona, che dovrebbe entrare in vigore il 29 luglio.

L'assemblea dell'Arizona, a maggioranza repubblicana, ha passato ad aprile una legge voluta per contenere gli immigrati che, dal confine con il Messico, entrano in territorio americano. La legge, che vuole anche porre un freno al traffico di droga e al crimine, chiede inoltre alla polizia statale e alla polizia locale di indagare su qualsiasi persona pensano possa essere un immigrato illegale.

Il dipartimento di Giustizia ha fatto causa questo mese, sostenendo che la misure altererebbero la politica estera americana e violerebbero la Costituzione americana.

Bolton potrebbe emettere un'ingiunzione preliminare nel caso dovesse trovare che l'amministrazione Obama uscirebbe comunque vittoriosa dal procedimento.

"Una decisione in entrambe le direzioni probabilmente sarà un segnale molto forte sul punto di vista del giudice nei confronti della validità della legge dell'Arizona e della solidità delle motivazioni dell'amministrazione", ha detto Carissa Hessick, professore associato di diritto all'Università dello stato dell'Arizona.

E' interessante capire "se l'amministrazione ha piena autorità in materia di politiche sull'immigrazione e sull'applicazione delle misure. E' potenzialmente un giorno molto importante", ha aggiunto Hessick.

L'immigrazione, con 11 milioni di immigrati illegali impiegati in lavori poco qualificati, è un tema decisivo in questo anno elettorale.

Obama, il cui Partito Democratico deve confermare con le elezioni di novembre le sue maggioranze in Congresso, vorrebbe una riforma radicale delle leggi sull'immigrazione: rafforzare la sicurezza sul posto di lavoro ma anche sui confini, permettendo però agli immigrati illegali di studiare inglese, pagare una multa e iniziare il percorso verso la cittadinanza.