Giappone: governo insiste su riforma fisco, cerca alleati

martedì 13 luglio 2010 10:06
 

di Yoko Nishikawa e Tetsushi Kajimoto

TOKYO, 13 luglio (Reuters) - Il governo giapponese ha annunciato oggi che, nonostante la sconfitta elettorale di due giorni fa, intende andare avanti con la riforma fiscale per ridurre l'enorme debito pubblico, e che cerca il sostegno di due partiti di opposizione.

La coalizione guidata dal primo ministro Naoto Kan ha perso la maggioranza alla Camera alta, risultato che pone a rischio la sua politica di contenimento del debito pubblico e stimolazione della crescita economica e che ha fatto anche scattare l'allarme delle agenzie di rating S&P e Fitch sul Paese asiatico.

Il Partito democratico del Giappone di Kan controlla ancora la Camera bassa, che è anche la più importante. Ma necessita del sostegno di altri partiti per far passare le leggi al Senato, nel suo intento di far uscire da una lunga stagnazione la seconda economia del mondo.

Cercando di placare i timori che la sconfitta elettorale faccia venir meno lo slancio per la riforma fiscale, il ministro per la Strategia Nazionale Satoshi Arai ha detto che bisogna ancora discutere di un possibile aumento dell'Iva, che oggi è al 5%, uno dei livelli più bassi tra le grandi economie mondiali.

Kan ha lanciato la possibilità di raddoppiare la tassa come un mezzo per riportare sotto controllo il debito pubblico -- che è oggi il doppio del Pil -- e per disinnescare una crisi debitoria in stile greco, mentre i costi sociali stanno crescendo per far fronte alle necessità di una popolazione che invecchia.

Il ministro delle Finanze Yoshihiko Noda ha ammesso che la proposta di Kan potrebbe aver fatto cambiare idea agli elettori in campagna elettorali, facendo perdere consensi al Pd giapponese. "Ma dobbiamo effettuare una revisione del sistema fiscale, ivi compresa la tassa sui consumi", ha detto nel corso di una conferenza stampa.

A differenza della Grecia, il debito pubblico giapponese è stato finanziato grazie al massiccio risparmio delle famiglie, depositato in gran parte nelle banche e riciclato in bond governativi giapponesi. Ma crescono i timori che invecchiando la popolazione cominci a utilizzare quei risparmi, costringendo il Giappone ad affidarsi a investitori esteri per finanziare il debito, creando una potenziale instabilità di mercato.

Il cambiamento è già in corso, e il tasso di risparmio è passato dal oltre il 10% di un decennio fa all'attuale 3%.   Continua...