PUNTO 1-Rai, in manovra emendamento su tagli spesa per esterni

giovedì 10 giugno 2010 17:42
 

(aggiorna con reazione cda Rai)

ROMA, 10 giugno (Reuterss) - Tagli per la Rai [RAI.UL] in manovra. Un emendamento presentato dai ministri leghisti Roberto Calderoli e Umberto Bossi, approvato dal Consiglio dei ministri di oggi - ma già contestato dal cda dell'azienda - prevede dal 2011 un taglio del 20% delle spese per il personale non dipendente, mentre la spesa complessiva per i dipendenti non dovrà superare del 25% i costi operativi annuali.

Silvio Berlusconi, in conflitto d'interessi sul tema, non ha partecipato alla discussione sul tema in consiglio dei ministri.

Una nota di Palazzo Chigi spiega che l'emendamento "prevede interventi di contenimento della spesa relativa al personale della Rai fino al 2013: in primo luogo l'ammontare complessivo della spesa per il personale non dipendente, a decorrere dal gennaio 2011, è ridotto almeno del venti per cento, in secondo luogo la spesa complessiva annuale per il personale non dovrà eccedere il venticinque per cento dei costi operativi complessivi annuali".

"In considerazione degli interessi coinvolti, il presidente Berlusconi ed il sottosegretario (Gianni) Letta si sono doverosamente allontanati dalla sala del Consiglio durante la discussione", precisa il comunicato.

La reazione della Rai non si è fatta attendere. In una nota il cda dell'azienda ha detto che la norma limita l'autonomia di impresa della società Rai SpA e avrà ripercussioni sui posti di lavoro.

"Nel momento in cui l'Azienda ha già avviato l'attuazione del piano industriale 2010- 2012 per il raggiungimento del pareggio e sul quale è in corso il confronto con le organizzazioni sindacali, il cda considera profondamente negativa la norma con la quale si impongono tagli generalizzati sul costo del personale che non potranno non avere anche pesanti riflessi sui livelli occupazionali", si legge nella nota.

"Il Consiglio di Amministrazione infine sottolinea con preoccupazione che la nuova normativa incide anche sulla sua competitività determinando tetti sui contratti esterni (artisti, autori, ecc). Questo in contrasto con le regole del mercato e della concorrenza, e con il mantenimento del valore dell'azienda".