Manovra, da Pd non "atteggiamento pregiudiziale", ma critiche

mercoledì 26 maggio 2010 20:06
 

ROMA, 26 maggio (Reuters) - Il Partito democratico non ha un "atteggiamento pregiudiziale" verso la manovra 2011- 2012 approvata ieri dal Consiglio dei ministri, ma il suo giudizio è comunque negativo, perché, afferma, il provvedimento non contiene riforme e manca una politica per la crescita.

Lo ha detto questa sera il vice segretario del Pd Enrico Letta, intervenendo all'assemblea del suo partito sulla manovra.

"Il Pd non ha un atteggiamento pregiudiziale. Per questo aspetta di studiare i testi per pronunciarsi compiutamente. Questo è il motivo per cui finora stiamo esprimendo orientamenti che dovremo affinare sulla base dei testi legislativi", ha detto Letta in un testo diffuso alla stampa.

Il numero due del Pd ha lamentato che "il governo non ha cercato alcun contatto con l'opposizione... a differenza di quel che è accaduto in tutti i Paesi europei", e ha chiesto al governo di non usare il voto di fiducia sulla manovra, anche perché "questo troncherebbe qualunque discussione e renderebbe impossibile quel giudizio puntuale... sul merito delle questioni che noi vorremmo esprimere anche alla luce della richiesta del Capo dello Stato di un confronto costruttivo".

Letta ha però chiarito che "dagli annunci" sulla manovra emergono cinque elementi "di maggiore criticità" che giustificano un giudizio negativo sul provvedimento da 24,9 miliardi di euro, a partire dall'accusa che "la manovra più importante degli ultimi anni (è) priva di qualunque riforma".

"Appaiono irrilevanti e scarsamente credibili le poche misure presentate come portatrici di crescita", ha aggiunto Letta, affermando che la cosiddetta "Irap Zero" per le regioni del sud non sarebbe "credibile" in mancanza di trasferimenti di risorse.

Negativa anche la constatazione che "poco meno della metà della manovra grava sulle autonomie locali", e che nella manovra ci sia un "condono mascherato", quello sui cosiddetti "immobili fantasma", cioè non accatastati.

Infine, pollice verso sulla mancanza di "equità", anche se il Pd dice di apprezzare il "taglio ai costi della politica".