26 maggio 2010 / 17:05 / tra 7 anni

PUNTO 1 - Derivati, rinvio udienza Merrill per integrazione atti

(aggiorna con dettagli su rinvio e su documentazione richiesta che potrebbe portare alla revoca della richiesta di misura cautelare nei confronti di Merrill-Lynch)

BARI, 26 maggio (Reuters) - L‘udienza camerale in cui oggi il gip di Bari avrebbe dovuto valutare se imporre o no a Merrill- Lynch (BAC.N) la misura cautelare dell‘interdizione per due anni dallo stipulare contratti con la pubblica amministrazione nell‘ambito dell‘inchiesta sulla vendita di derivati alla Regione Puglia è stata rinviata al prossimo 14 luglio.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che il rinvio -- il terzo -- è finalizzato alla consegna da parte dei legali di Merril alla procura di documentazione che potrebbe anche condurre alla revoca da parte dell‘accusa della richiesta della misura di interdizione.

Questa misura cautelare, se disposta, di fatto impedirebbe a Merrill-Lynch per due anni di lavorare in Italia con qualsiasi parte dell‘amministrazione pubblica.

LA RICHIESTA DI INTEGRAZIONE DI DOCUMENTAZIONE

Le fonti hanno riferito che la procura di Bari ha prescritto a Merrill-Lynch un‘integrazione di documentazione prendendo in adozione il documento di consultazione del 22 settembre 2009 proposto dal Ministero dell‘Economia, ma non ancora adottato.

“E’ importante per Merrill inserire questi documenti - ha detto una delle fonti - nell‘ambito di un‘operazione trasparenza che potrebbe portare la procura a una richiesta di revoca della misura interdittiva della stipula di contratti per due anni con la pubblica amministrazione”.

I punti salienti richiesti a Merrill e adottati dal documento ministeriale riguardano in particolare “regole finalizzate alla massima trasparenza dei contratti e della gestione del sinking fund”, hanno riferito le fonti.

Inoltre, la richiesta che i contratti comprendano “un allegato in lingua italiana con l‘indicazione esplicita del valore equo alla data di sottoscrizione e la descrizione analitica degli elementi di base nei quali è scomponibile il portafoglio finanziario strutturato”.

Infine, hanno concluso le fonti, è stata richiesta anche la dichiarazione del contraente con la quale la persona incaricata della sottoscrizione in nome e per conto dell‘ente attesta che ha pienamente compreso le caratteristiche dell‘operazione.

L‘INCHIESTA DI BARI

L‘inchiesta in corso a Bari è condotta dal pm Francesco Bretone, ipotizza il reato di truffa aggravata ai danni della Regione Puglia, vede coinvolta anche Dexia-Crediop (DEXI.BR), e ha al suo centro una vendita di derivati all‘ente regionale per far fronte a un debito della sanità nel 2003-2004.

L‘indagine, avviata nel 2009 fa riferimento alla ristrutturazione del debito sanitario regionale a cura delle due banche tramite il collocamento di bond della regione per 870 milioni di euro.

Nell‘inchiesta, oltre alle due società come persone giuridiche ai sensi della legge 231, sono indagati due ex funzionari dei due istituti.

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