Crisi, leader Pd Bersani invoca tassa sul patrimonio

venerdì 21 maggio 2010 17:45
 

ROMA (Reuters) - Il leader del Pd Pier Luigi Bersani ha detto oggi, parlando della manovra anti-crisi anticipata dal governo, che senza un po' di crescita in più "non sarà possibile tenere sotto controllo i conti italiani e ridurre il debito", e ha ipotizzato, tra le misure necesarie, una tassazione sul patrimonio.

"Noi convergiamo verso le economie più deboli d'Europa e ci allontaniamo dalle economie più forti mentre all'interno il Sud si allontana dal Nord", ha detto il segretario in un passaggio della sua relazione all'Assemblea nazionale del Pd in corso alla Fiera di Roma.

"La crisi ha accelerato questo scivolamento. In due anni abbiamo perso quasi il doppio della ricchezza rispetto all'area euro. Dovremmo crescere il doppio per tenere il passo. In realtà nel 2010 cresceremo un po' meno degli altri".

"Star fermi non ha messo al riparo i conti pubblici", ha detto ancora Bersani. "Non c'entra la Grecia. L'unica spesa su cui risparmieremo sarà la spesa per interessi".

Dunque, per il capo del principale partito di opposizione la soluzione è favorire la crescita: "... Senza un po' di crescita in più non terremo i conti a posto e alla lunga non convinceremo i mercati perché a ritmi di crescita così bassi il debito non si assorbirà mai".

"Non c'è stata nessuna riforma utile a stimolare l'economia... Tutto si è scaricato sugli investimenti, sui redditi medio-bassi e sulle fasce di povertà. Nessun contributo è venuto dalla ricchezza e dalla rendita...".

Poi, elencando una serie di misure alternative, olltre a ridurre le tasse su lavoro, impresa e famiglie, Bersani ha chiesto di "mettere il carico sulle rendite e sulle ricchezze, come avviene in tutti i Paesi del mondo avanzato, nessuno dei quali, aggiungo, esclude il patrimonio dalla responsabilità collettiva".