PUNTO 1 - Appalti, Alfano: non c'è nuova Tangentopoli

venerdì 14 maggio 2010 14:20
 

(aggiunge dichiarazioni di Zaia)

MILANO, 14 maggio (Reuters) - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha espresso la necessità di una severa punizione per coloro che non svolgono i loro incarichi pubblici con rigore morale, sostenendo comunque che le vicende di queste settimane, con l'allargarsi dell'inchiesta sugli appalti dei Grandi eventi, non abbiano indebolito il governo.

"Io non credo che siamo di fronte a una nuova tangentopoli. Siamo di fronte ad episodi che, se fossero veri, meriterebbero una severa punizione dei colpevoli. Chi è chiamato ad occuparsi della cosa pubblica ed amministra il denaro dei cittadini lo deve fare con rigore morale e severità", ha detto Alfano a margine di un convegno alla Camera di Commercio di Milano.

Il Guardasigilli, di fronte alle domande se le inchieste in corso con le conseguenti dimissioni da ministro di Claudio Scajola possano mettere in crisi l'esecutivo, ha risposto di non ritenere che il governo ne sia "indebolito".

Ieri i media hanno pubblicato un documento dell'archivio informatico di Anemone in cui compare una lista di oltre 300 interventi di ristrutturazione effettuati in abitazioni di molti personaggi di rilievo, tra politici, dirigenti, prelati e artisti.

"Si tratta di una lista che dovrà essere verificata in termini di liceità dei comportamenti. Non so se i nomi pubblicati nella lista sono beneficiari di favori o hanno regolarmente pagato. Dovrà verificarlo la magistratura... e sarebbe il caso che si assicurasse anche riservatezza", ha detto Alfano.

ZAIA A BERLUSCONI: SE CONFERMATI REATI, PULIZIA TOTALE

Il governatore del Veneto Luca Zaia, della Lega Nord, ha invece marcato i toni, dichiarando ad Affaritaliani.it che sarebbe necessaria una "pulizia totale" nel caso le indagini dovessero confermare le ipotesi di reato.

"E' certo che sarà una buona occasione per chiedere al presidente del Consiglio, qualora fossero confermate tutte queste previsioni che ad oggi sono solo giornalistiche, che faccia pulizia totale. Anzi, non sarebbe nemmeno il caso di dirlo, in quanto si tratta di un atto dovuto", ha detto l'ex ministro dell'Agricoltura.

Sull'eventualità di una seconda tangentopoli, Zaia ha sottolineato l'importanza delle indagini, mostrandosi cauto nell'attesa che i magistrati facciano il loro corso.

"In questo momento dobbiamo essere rispettosi e lasciare lavorare i magistrati, dopodiché capiremo se il fenomeno esiste e qual è la sua portata", ha dichiarato Zaia.