Appalti, Alfano: no nuova Tangentopoli, governo non indebolito

venerdì 14 maggio 2010 12:42
 

MILANO, 14 maggio (Reuters) - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha espresso la necessità di una severa punizione per coloro che non svolgono i loro incarichi pubblici con rigore morale, sostenendo comunque che le vicende di queste settimane, con l'allargarsi dell'inchiesta sugli appalti dei Grandi eventi, non abbiano indebolito il governo.

"Io non credo che siamo di fronte a una nuova tangentopoli. Siamo di fronte ad episodi che, se fossero veri, meriterebbero una severa punizione dei colpevoli. Chi è chiamato ad occuparsi della cosa pubblica ed amministra il denaro dei cittadini lo deve fare con rigore morale e severità", ha detto Alfano a margine di un convegno alla Camera di Commercio di Milano.

Il Guardasigilli, di fronte alle domande se le inchieste in corso con le conseguenti dimissioni da ministro di Claudio Scajola possano mettere in crisi l'esecutivo, ha risposto di non ritenere che il governo ne sia "indebolito".

Ieri i media hanno pubblicato un documento dell'archivio informatico di Anemone in cui compare una lista di oltre 300 interventi di ristrutturazione effettuati in abitazioni di molti personaggi di rilievo, tra politici, dirigenti, prelati e artisti.

"Si tratta di una lista che dovrà essere verificata in termini di liceità dei comportamenti. Non so se i nomi pubblicati nella lista sono beneficiari di favori o hanno regolarmente pagato. Dovrà verificarlo la magistratura... e sarebbe il caso che si assicurasse anche riservatezza", ha detto Alfano.