Crisi, Eurispes: 25% italiani conosce l'usura, "record" al Sud

venerdì 14 maggio 2010 10:30
 

MILANO, 14 maggio (Reuters) - La crisi economica che ha colpito famiglie, imprese e sistemi finanziari, contribuisce a rendere migliaia di famiglie italiane più esposte all'usura, con il 25,2% delle persone che sostiene di conoscere persone che si sono rivolte ad usurai per ottenere un prestito.

Lo afferma uno studio di Eurispes sull'usura diffuso oggi, aggiungendo che le regioni più esposte al fenomeno sono Calabria e Campania.

Il sistema bancario, e la sua incapacità di offrire credito alle famiglie italiane, è uno dei principali temi dell'analisi di Eurispes.

"Di solito le vittime dell'usura sono famiglie e aziende in difficoltà economiche, alle quali è precluso il credito bancario, in ragione della consapevolezza da parte della banca della presumibile insolvenza di chi chiede prestiti. Questi soggetti trovano, infine, credito presso canali non ufficiali", dice la nota.

Il 34,5% delle famiglie ha avuto bisogno di chiedere un prestito bancario e il 45,7% delle persone che lo hanno ottenuto considera il tasso di interesse "alto" mentre "l'86,1% degli intervistati ritiene che il sistema bancario italiano non sia in alcun modo o poco in grado di farsi carico dei problemi e delle necessità delle famiglie".

MEZZOGIORNO PIU' ESPOSTO ALL'USURA

L'analisi, che considera sia il lato della domanda che il lato dell'offerta del "mercato dell'usura", presenta anche un indice di "vulnerabilità e/o permeabilità di un territorio rispetto all'usura" secondo il quale le regioni più esposte sono Calabria, Campania e Basilicata mentre le più impermeabili sono Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Lombardia.

Fatto 100 il massimo grado di permeabilità, Napoli ha un indice pari a 77,7 mentre Palermo 72,3. Torino (31,1), Roma (26,5) e Milano (14,7) hanno, secondo il rapporto Eurispes, un contesto socio-economico che rende infiltrazioni criminali di questo genere meno semplici e probabili.

"L'usura è un fenomeno diffuso in tutta Italia, anche se risulta più marcato nel Mezzogiorno, come indica il numero di denunce presentate all'Autorità giudiziaria che, tuttavia, non dà misura attendibile della reale entità del fenomeno".   Continua...