Usa, lettera del futuro Papa frenò rimozione prete pedofilo

sabato 10 aprile 2010 11:01
 

LOS ANGELES, 10 aprile (Reuters) - Papa Benedetto XVI, all'epoca in cui era un alto esponente dle Vaticano, raccomandò prudenza nel rimuovere un prete cattolico californiano che si era dichiarato colpevole di molestie a bambini: è quanto mostra una lettera resa pubblica ieri dagli avvocati delle vittime.

Nella lettera del 1985, scritta in latino e tradotta dall'Associated Press, l'allora cardinale Joseph Ratzinger diceva al vescovo di Oakland che c'era bisogno di più tempo "per considerare il bene della Chiesa Universale" nel valutare una richiesta di rimuovere il sacerdote.

La lettera è venuta alla luce in un momento in cui il Vaticano sta contrastando le accuse secondo le quali il Pontefice gestì in modo scorretto i casi di abusi quando era vescovo in Germania e alto prelato in Vaticano prima della sua elezione nel 2005.

Ratzinger scrisse nella lettera che gli argomenti per rimuovere il prete avevano "grave significato", ma si preoccupava anche delle conseguenze che "garantire la dispensa possa provocare alla comunità di fedeli di Cristo, in particolare per la giovane età di chi la richiede".

Secondo l'Associated Press, che ha diffuso la notizia, il reverendo Stephen Miller Kiesle aveva 38 anni all'epoca ed era stato condannato nel 1978 a tre anni di libertà vigilata, dopo essersi dichiarato colpevole di comportamenti illeciti per aver tentato di molestare due ragazzi nel presbiterio di una chiesa.

Secondo una lettera della diocesi di Oakland a Ratzinger del 1981, Kiesle aveva chiesto di lasciare il sacerdozio attivo nella diocesi e la diocesi chiese a Ratzinger di concordare sul fatto che sarebbe stato "dispensato da tutti gli obblighi del sacerdozio, compreso il celibato".

Michael Brown, portavoce della diocesi, non ha voluto commentare le lettere ma ha detto: "penso che (i documenti) dimostrino che la diocesi fece le cose giuste nel 1978, e nel 1987 fu rimosso dal sacerdozio".

Alla richiesta di un commento sui documenti, il viceportavoce del Vaticano reverendo Ciro Benedettini, ha detto a Reuters, "L'allora cardinale Ratzinger non nascose la vicenda, ma volle studiare con maggior attenzione per il bene di tutte le persone coinvolte".

I documenti mostrati a Reuters dall'avvocato delle vittime Jeff Anderson mostrano lunghi ritardi nelle risposte, la perdita di documenti in Vaticano e l'esasperazione della diocesi di Oakland.

Dopo la risposta di Ratzinger, il sacerdote George Mockel scrisse al vescovo John Cummins: "La mia personale interpretazione di questa lettera è che essenzialmente vogliono soprassedere sino a quando Steve sarà un po' più vecchio. La mia sensazione personale è che questa sia una sfortuna."