11 marzo 2010 / 07:35 / tra 8 anni

Grecia oggi in sciopero mentre cresce rabbia per austerity

di Renee Maltezou e Ingrid Melander

ATENE, 11 marzo (Reuters) - Oggi la Grecia sarà probabilmente paralizzata dal secondo sciopero nazionale in due settimane contro il piano di austerità deciso dal governo.

L‘astensione dal lavoro di 24 ore bloccherà aeroporti e scuole, ospedali e siti turistici, come l‘Acropoli, ma difficilmente fermerà i piani del premier George Papandreou per tagliare la spesa e alzare le tasse per porre freno a un deficit enorme e ripristinare la fiducia nell‘economia greca oggi in crisi.

Sotto la pressione dei mercati e dei partner dell‘Unione Europea, il governo ha presentato la scorsa settimana un nuovo pacchetto-austerity da 4,8 miliardi di euro, che comprende l‘aumento dell‘Iva, riduzioni ai salari dei dipendenti pubblici e il congelamento delle pensioni.

“I lavoratori alzeranno il pugno e grideranno con una sola voce: non pagheremo per la crisi”, ha detto in un comunicato il sindacato del settore privato Gsee. “Nessuno, nulla terrorizzerà i lavoratori”.

Il Gsee e il suo omologo del settore pubblico, Adedy - insieme i due sindacati rappresentano metà della forza lavoro del Paese, composta da 5 milioni di lavoratori - dicono che il piano di austerità sostenuto dalla Ue danneggerà solo i poveri e aggraverà i problemi economici della Grecia.

Il livello di partecipazione allo sciopero e alle manifestazioni sarà attentamente valutato dall‘estero. I politici Ue, le agenzie di rating e i mercati finanziari hanno accolto positivamente l‘ultimo pacchetto- austerity ma lo vogliono vedere applicato rapidamente e in pieno. Perché ciò accada, serve il sostegno dell‘opinione pubblica.

I sondaggi di opinione mostrano che l‘opposizione alle tasse e ai tagli è in crescita, e i sindacati, da quello dei tassisti a quello della nettezza urbana, hanno protestato già nelle scorse settimane. Ma i sondaggi indicano anche che la maggior parte dei greci ritengono che alcune misure per stringere la cinghia siano necessarie e pensano che il governo andrà avanti.

“In Grecia sarà tutto fermo, ma la maggioranza della popolazione comprende che non c’è altra opzione”, dice il sondaggista Costas Panagopoulos, di Alco. “Non credo che uno sciopero e le manifestazioni possano intaccare davvero le politiche del governo”.

L‘opposizione ai tagli finora è stata relativamente disciplinata, ma i greci sono inclini a scendere in piazza in proteste che possono diventare anche violente.

La polizia dice che è pronta a tutte le eventualità dopo gli scontri che hanno accompagnato il corteo anti-austerity della scorsa settimana. Circa 1.500 agenti saranno presenti oggi nel centro di Atene, con altri rinforzi pronti a intervenire, ha annunciato la polizia.

Il sindacato comunista Pame inizierà le proteste con una manifestazione alle 10 ora locale, poi ci sarà un corteo fino al parlamento organizzato da Gsee e Adedy.

Anche i giornalisti e la tv di Stato saranno in sciopero.

Il sindacato Adedy ha annunciato che sta organizzando nuove proteste per aprile e maggio.

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