Ue, Schulz: D'Alema non sostenuto da Italia. Governo: bugie

lunedì 23 novembre 2009 11:43
 

ROMA, 23 novembre (Reuters) - Il sostegno alla candidatura dell'ex ministro degli Esteri del Pd ed ex premier Massimo D'Alema, apparentemente favorito fino all'ultimo per la carica di Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, non è venuto meno da parte dei socialisti europei ma dal governo italiano.

Lo afferma il tedesco Martin Schulz, presidente dell'eurogruppo socialista al Parlamento europeo, in un'intervista a La Repubblica.

Immediata la replica di Palazzo Chigi per bocca del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti.

"E' davvero fuori dal mondo che l'onorevole Schulz tenti di addossare al governo italiano la responsabilità della mancata nomina del presidente D'Alema ad Alto rappresentante [...] quando invece tutti, compreso Schulz, sanno bene che la scelta è stata determinata dal Partito socialista europeo. Ma ormai alle bugie di Schulz credono soltanto lui e la Repubblica", si legge in una nota.

"Massimo D'Alema è stato il candidato favorito fino all'ultimo", afferma Schulz nell'intervista, sottolineando come "sia io sia Rasmussen, che è il presidente del partito, abbiamo detto che era il nostro candidato.

E' "ridicolo" inoltre quanto detto dal ministro degli Esteri Franco Frattini che sono stati i socialisti a mollare D'Alema. "Se lo volevano davvero sostenere, perché non lo hanno fatto?", si chiede il socialista.

Per Frattini, che ha risposto ad alcuni cronisti che lo interpellavano sul tema oggi a margine di un evento alla Farnesina, è proprio Schulz "il vero autore del fallimento di D'Alema: le sue sono bugie e tutta l'Europa lo sa".

Causa della sua mancata elezione, ritiene invece Schulz, è la mancata candidatura da parte del governo italiano, che "non ha mai proposto il nome di D'Alema". Anzi, glia ha remato contro.

"In fondo la scelta delle nomine spetta ai governi. E D'Alema non aveva un governo che lo sostenesse. Al contrario. Mi risulta che Berlusconi abbia contattato alcuni primi ministri conservatori per chiedere di far cadere la candidatura di Massimo dicendo: non mettetemi in condizione di dover dire di sì a D'Alema", afferma Schulz. "Mi risulta che si sia espresso così anche alla cena di berlino in occasione dell'anniversario della caduta del Muro".   Continua...