12 novembre 2009 / 11:44 / tra 8 anni

PUNTO 3- Derivati Milano, chiesto giudizio 4 banche e 13 persone

(aggiorna con dichiarazione Ubs da sesto paragrafo)

MILANO, 12 novembre (Reuters) - La procura di Milano ha presentato oggi la richiesta di rinvio a giudizio con l‘imputazione di truffa aggravata ai danni del Comune di Milano per quattro banche e 13 persone in relazione alla vicenda dei derivati.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che le banche sono Jp Morgan (JPM.N), Deutsche Bank (DBKGn.DE), la filiale londinese di Ubs UBSN.VX e quella di Dublino di Depfa Bank, mentre fra le 13 persone ci sono ex funzionari del Comune di Milano e funzionari degli istituti di credito.

Il procedimento ha al centro uno swap trentennale del 2005 tra il Comune di Milano e le quattro banche su un bullet bond da 1,68 miliardi di euro in scadenza nel 2035.

Nella vicenda le quattro banche sono indagate come persone giuridiche per illeciti amministrativi previsti dalla legge 231 del 2001 che impone alle aziende la costituzione di modelli organizzativi per prevenire gli illeciti.

Deutche Bank in una dichiarazione fa sapere: “Riteniamo che le nostre argomentazioni siano salde e verranno provate nel corso del procedimento giudiziario. Ribadiamo inoltre la piena fiducia nell‘integrità dei nostri dipendenti coinvolti nella transazione”.

Contattata sul tema, Ubs si dice “convinta che le operazioni trattate con il Comune di Milano siano state operazioni valide e che non abbiano implicato alcun comportamento da parte sua o di propri dipendenti che possa essere caratterizzato come partecipazione a un reato o che possa aver causato un danno al Comune di Milano”. Quindi “Ubs e i suoi dipendenti opporranno una strenua difesa contro tali accuse”.

Fino ad ora è stato possibile avere commenti dalle altre banche interessate.

Al momento della chiusura indagine, nel luglio scorso, Jp Morgan aveva dichiarato di aver fiducia che sarebbe stata dimostrata la “forza della nostra posizione legale”, aggiungendo che i suoi funzionari avevano agito “con la massima professionalità” e “in modo del tutto appropriato”.

Le persone che si dovranno presentare davanti al gup, una volta fissata l‘udienza preliminare in cui si deciderà se mandare o no a processo gli imputati sono: Fulvio Molvetti, Antonia Creanza, Simone Rondelli e Francesco Rossi Ferrini, funzionari di Jp Morgan, Gaetano Bassolino, Matteo Stassano e Alessandro Foti, funzionari Ubs, Tommaso Zibordi e Carlo Arosio, funzionari di Deutsche Bank, Marco Santarcangelo e William Francis Marrone, funzionari di Depfa, Giorgio Porta, all‘epoca dei fatti direttore generale pro-tempore del Comune di Milano, e Mario Mauri, esperto esterno della Commissione tecnica comunale preposta alle valutazioni finali sul prestito obbligazionario.

Rispetto alle 14 persone inserite nella chiusura indagini, resta fuori Luca Brusadelli, funzionario Jp Morgan, per il quale le fonti dicono che la procura dovrebbe chiedere l‘archiviazione.

LA TESI DELLA PROCURA

Secondo la procura -- che aveva ricostruito il meccanismo della presunta truffa nel documento di chiusura indagini -- gli imputati avrebbero detto “falsamente” che la struttura proposta al Comune “avrebbe consentito una riduzione del valore finanziario delle passività totali a carico dell‘Ente nella misura di 57 milioni 326.070 euro così prospettando tale proposta come conveniente” per il Comune.

In realtà invece, secondo l‘accusa, il prodotto offerto a Palazzo Marino “non rispettava il valore complessivamente nullo di uno swap all‘atto della sua stipula, secondo la prassi e la condotta di mercato”.

Secondo l‘accusa, i due funzionari del Comune coinvolti avrebbero poi “indotto in errore” il Consiglio e la Giunta comunale che, dando il via libera all‘emissione obbligazionaria nei termini previsti dalle banche, procurando, secondo l‘atto di chiusura indagini “l‘illecito profitto, definitivamente acquisito (...), e mantenuto occulto nei confronti dell‘Ente territoriale” per 52 milioni 689.907 euro (di cui 3 milioni 972.606 euro a Ubs Ltd, 10 milioni 379.893 a Deutsche Bank, 31 milioni 144.808 a JpMorgan e 7 milioni 192.601 a Depfa Bank) “con pari decremento patrimoniale del Comune di Milano, cui cagionavano danno di rilevante gravità”.

Secondo il pm ancora, nella stipulazione del contratto il Comune sarebbe stato “spogliato dolosamente” delle tutele previste per gli enti qualificati come “intermediate customer”, non ricevendo le protezioni espressamente indicate dal Conduct of Business Sourcebook e dal Fianancial Services Authority Handbook.

Secondo i dati aggiornati a marzo 2009, i derivati contratti dalle amministrazioni locali con banche italiane (stimati a circa il 50% del totale) hanno un valore nozionale pari a 24,5 miliardi di euro.

OLTRE UN ANNO DI INDAGINI

La vicenda aveva preso il via lo scorso anno quando il gruppo consiliare del Pd a Palazzo Marino aveva depositato alla procura un esposto sulle operazioni in strumenti derivati effettuate dal Comune, in cui si chiedeva l‘applicazione del reato di truffa a carico dei quattro istituti.

Dopo che a fine aprile la Guardia di Finanza aveva sequestrato 476 milioni di euro delle quattro banche coinvolte, nel luglio scorso la procura di Milano e tre dei quattro istituti hanno raggiunto un accordo che prevede la restituzione di contanti e azioni alle banche per un totale di circa 171,3 milioni di euro con un nuovo sequestro di 56,174 milioni.

Un precedente decreto spiegava che Deutsche Bank, Ubs e Depfa avrebbero messo a disposizione della Procura la somma di 56,174 milioni di euro. In cambio la Procura aveva disposto la restituzione a Deutsche di 32,8 milioni di azioni per un controvalore di 84,63 milioni di euro oltre alla somma di 7,54 milioni.

A Depfa Bank venivano restituiti 3,34 milioni di euro e a Ubs 75,83 milioni. La Procura si è separatamente accordata con JP Morgan di ridurre a 44,9 milioni di euro dagli iniziali 92,3 millioni di euro la cifra sequestrata alla banca Usa, secondo una fonte familiare con la vicenda.

Tra i 476 milioni di euro, sequestrati a fine aprile dal Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle di Milano, ci sono beni mobili e immobili, conti correnti e quote azionarie delle partecipazioni in Italia delle quattro banche.

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