6 novembre 2009 / 12:26 / 8 anni fa

PUNTO 1 - Usa, sparatoria in base Texas: 13 morti, killer vivo

(Aggiorna bilancio vittime, aggiunge dettagli)

KILLEEN, Texas, 6 novembre (Reuters) - E' salito a 13 morti e 30 feriti il bilancio della strage avvenuta ieri in Texas, quando uno psichiatra dell'esercito ha aperto il fuoco con due pistole nella base dell'esercito di Fort Hood.

Secondo quanto riferito salla Cnn una donna è morta stanotte per le ferite riportate in quella che è la peggiore episodio di violenza mai avvenuto in una base americana.

Il presunto killer - il maggiore Nidal Malik Hasan, 39 anni, psichiatra di origini arabe che in servizio aveva curato soldati feriti in guerra e che si preparava ad essere inviato in Iraq -- è ricoverato in condizioni stabili, non è cosciente ed è sotto ventilazione.

"Le nostre indagini sono in corso ma rilievi preliminari indicano che ci fosse un unico sparatore", ha spiegato in una conferenza stampa il generale Robert Cone, comandante di Fort Hood, la più grande base militare del mondo. "Il sospettato non è morto ma sotto custodia e in condizioni stabili", ha detto, aggiungendo che Hasan è stato raggiunto da molteplici colpi di pistola.

"Non sta parlando con gli investigartori", ha spiegato e poi pressato dalle domande dei cronisti sulle sue condizioni: "direi che la sua morte non è imminente.

Alla domanda se si sia trattato di un atto terroristico, Cone ha detto di non poterlo escludere ma che "le prime prove non suggeriscono questa pista".

L'esercito ha detto che l'uomo ha aperto il fuoco alle 13.30 ora locale in una parte della base in cui i soldati fanno le visite mediche prima di partire per missioni all'estero.

Si tratta di una delle peggiori stragi mai avvenuta in una base militare Usa. In maggio un soldato aveva aperto il fuoco in una base a Baghdad uccidendo cinque commilitoni.

Cone ha detto che a poca distanza da dove Hasan ha cominciato a sparare, si stava tenendo una cerimonia con oltre 600 soldati. "Grazie all'immediata reazione di alcuni militari le porte dell'auditorium sono state chiuse. Per quanto orribile sia stato, poteva andare anche peggio", ha commentato.

Un cugino del presunto killer ha detto a Fox News che Hasan non voleva andare in Iraq. Nato in Usa da una famiglia musulmana -- il padre era palestinese -- è cresciuto in Virginia ed era entrato nell'esercito sin dal liceo. Era in servizio come psichiatra al Walter Reed Army Medical Center di Washington, dove si curano i feriti di guerra.

"Faceva lo psichiatra al Walter Reed e curava quelli che tornano dal fronte... cercava di aiutarli a superare i loro traumi", ha spiegato.

Era stato trasferito a Fort Hood in aprile ma era molto riluttante a partire per l'Iraq. "Sapevamo da anni che per lui era un incubo".

La strage ha sollevato nuove domande circa il bilancio in termini di costi umani di sei anni di guerra in Iraq e quasi otto in Afghanistan, con le truppe costrette a diversi turni al fronte.

Il presidente Barack Obama, parlando a Washington, ha definito l'evento "un orribile episodio di violenza" e promesso "risposte ad ogni singola domanda su quanto accaduto".

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