PUNTO 1 - Anm a Berlusconi: rispondiamo a legge, accuse ridicole

mercoledì 28 ottobre 2009 16:02
 

(riscrive con nota Anm)

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - L'Associazione nazionale dei magistrati ha detto oggi che intende rispondere solo alla legge, in primis alla Costituzione, il giorno dopo le accuse lanciate ieri dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nei confronti dei giudici di Milano dopo la sentenza d'appello del caso Mills.

"Ogni occasione sembra buona - scrive l'Anm in una nota - per denigrare l'ordine giudiziario e descrivere i palazzi di giustizia come sezioni di partito, frequentate da magistrati militanti".

"Nessun ufficio giudiziario merita queste infondate e ridicole definizioni, tanto meno quello di Milano. Da Milano, e dall'intero Paese, la magistratura ribadisce che intende continuare a vestire solo la toga e a rispondere solo alla legge. In primis alla Costituzione", ha aggiunto l'Anm.

Ieri sera alla trasmissione Ballarò condotta da Giovanni Floris, Berlusconi è intervenuto tornando all'attacco della magistratura: "I pubblici ministeri sono la vera opposizione dentro il paese", ha ribadito.

Il sindacato dei magistrati, parlando delle assemblee di protesta e dibattito convocate per domani in tutta Italia, ha detto che "nascono dalla profonda e sincera preoccupazione per i continui tentativi di delegittimare e intimidire sia la giurisdizione nel suo complesso, sia i singoli magistrati in relazione a processi specifici o in ragione delle sentenze pronunciate".

La replica dell'Anm segue quella di stamani del procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, che aveva risposto alle accuse di Berlusconi dicendo che "se le nostre toghe sono rosse, lo sono per il sangue versato dai magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità e dei valori costituzionali, a cominciare da Falcone e Borsellino".

L'Anm inoltre ha voluto esprimere nuovamente la sua solidarietà a Raimondo Mesiano, il giudice della sentenza milanese contro la Fininvest (MS.MI: Quotazione) di Berlusconi sul cosiddetto Lodo Mondadori, dopo il servizio sulla sua vita privata mandato in onda dalla trasmissione "Mattino 5".

"Ciò testimonia - prosegue l'Anm - il sentimento di solidarietà a un collega attaccato violentemente solo per aver fatto il proprio dovere, e che ha poi tenuto un comportamento esemplare; ma testimonia soprattutto il rifiuto verso qualsiasi forma di intimidazione".   Continua...