Procura Milano a Berlusconi: toghe rosse per sangue magistrati

mercoledì 28 ottobre 2009 13:24
 

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - Se le toghe dei magistrati sono rosse è per il sangue versato dai magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che hanno pagato con la propria vita la difesa della legalità.

Lo ha detto il procuratore aggiunto a Milano, Alfredo Robledo, rispondendo alle accuse lanciate ieri dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nei confronti dei giudici di Milano dopo la sentenza d'appello del caso Mills.

"Se le nostre toghe sono rosse lo sono per il sangue versato dai magistrati che hanno pagato con la vita la difesa della legalità e dei valori costituzionali, a cominciare da Falcone e Borsellino", ha detto Robledo ai cronisti in procura a Milano.

Ieri sera alla trasmissione Ballarò condotta da Giovanni Floris, Berlusconi è intervenuto perché, ha detto, "ho assistito al festival delle falsità della sinistra, adesso voglio rispondere".

Il premier è tornato all'attacco della magistratura: "I pubblici ministeri sono la vera opposizione dentro il paese", ha ribadito, secondo quanto riportano oggi i quotidiani.

"L'anomalia italiana non è Silvio Berlusconi, lo sono i pm comunisti e i giudici comunisti di Milano. Solo da quando Silvio Berlusconi è sceso in politica e ha sottratto il potere ai comunisti ha subito 103 processi", ha detto.

"Mi chiedo: Silvio Berlusconi era davvero l'imprenditore più criminale del mondo? Oppure lo sono i giudici?, ha aggiunto.

Il premier non ha risparmiato critiche al conduttore della trasmissione che cercava di fargli una domanda. "Lei mi lascia parlare. Perché lei, con i soldi di tutti, fa dei processi pubblici. E' una cosa inaccettabile. Ora però io parlo e poi lei mi fa le domande. Ora non sono a sua disposizione. La tv non è sua anche se le trasmissioni sono tutte di sinistra".

Ieri la seconda Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione per l'avvocato britannico David Mills per corruzione giudiziaria per aver mentito nella sua veste di testimone in due procedimenti in cui era imputato il premier Silvio Berlusconi, per il quale il Tribunale dovrà fissare l'inizio di un nuovo processo dopo la bocciatura del Lodo Alfano.