25 ottobre 2009 / 16:00 / 8 anni fa

PUNTO 1 - Governo, Calderoli: c'è rischio di governicchi

(aggiunge dichiarazioni) MILANO, 25 ottobre (Reuters) - Il governo non corre il rischio di elezioni anticipate ma piuttosto di “governicchi” tramati da “poteri forti”, mentre un tecnico messo a guidare l‘economia da un partito della “spesa” pubblica durerebbe “come un gatto sull‘Aurelia”.

Lo ha detto il leghista Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione normativa, intervistato da Lucia Annunziata nel programma “In mezz‘ora” su Rai Tre, all‘indomani del vertice ad Arcore con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in cui si è cercato di ricomporre le polemiche sulla politica intransigente del ministro dell‘Economia Giulio Tremonti, difeso dalla Lega.

“Credo che più di rischio di elezioni anticipate ci sia il rischio di governicchi”, ha detto Calderoli.

“Qualcuno fa partire qualcuno sulle elezioni anticipate e si inventa un governo di unità nazionale per traghettare il paese chissà dove”.

“E’ evidente che prima si è messo nel mirino Berlusconi sotto l‘aspetto politico e personale dopo di che ce la si è presa questa estate con la Lega e con Bossi e la sua famiglia. Ora si cerca di mettere nel mirino quello che è un po l‘anello di congiunzione di quella coalizione che costituisce oggi la Casa delle Libertà. Quindi è evidente che l‘obiettivo è grosso”, ha argomentato Calderoli.

Alla domanda su chi siano coloro che complottano contro il governo, anche all‘interno della stessa maggioranza di centrodestra, Calderoli, che ha ripetuto l‘esistenza di trame da parte di “poteri forti”, non ha voluto fare nomi.

“Ne ho individuati troppi”, ha detto il ministro. “Non ci sono solo congiurati, ci sono anche quelli che non capiscono che diventano complici dei congiurati”.

Calderoli ha sminuito il rischio di tornare alle urne. “Penso proprio di no. Non credo sia interesse del paese andare a votare durante una crisi”.

IRAP SOLO CON COPERTURA

Il ministro, sulla linea del leader leghista Umberto Bossi, è tornato a difendere la posizione di Giulio Tremonti e alla domanda se ieri ad Arcore si sia parlato di dimissioni del ministro dell‘Economia ha risposto: “No, si è parlato di una scelta di una linea politica” e ha definito il rapporto Berlusconi-Tremonti “un ticket che finora è stato vincente”.

Calderoli ha ribadito l‘importanza di una politica economica “di rigore”. Contrapposta a questa “linea A, che è questa linea di Tremonti ed è condivisa dal presidente Berlusconi”, il ministro ha parlato di una “linea B della cosiddetta spesa pubblica”.

“Ma nella linea B non c’è bisogno di un fuoriclasse per me come Tremonti, ci va un qualunque tecnico”, ha proseguito Calderoli. “E per i tecnici, quando li si porta in Parlamento, durano come si suol dire come un gatto sull‘Aurelia”.

Sulla proposta di abolire l‘Irap - già presente nel programma della Lega e rilanciata nei giorni scorsi dal sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, cosa che ha fatto infuriare Tremonti - Calderoli ha detto che sarà fatta quando vi sarà la copertura adeguata.

“Lo si potrà fare con i risparmi che verranno dal federalismo fiscale”.

Il solo parlare di un‘abolizione senza una copertura ha determinato una serie di lettere da parte delle agenzie rating che minacciano già una nostra penalizzazione”, ha quindi ammonito il ministro.

“Una minima penalizzazione rispetto all‘attuale valutazione determinerebbe una perdita di 16-17 miliardi di euro”.

SU GIUSTIZIA RIFORME ORDINARIE

Calderoli ha detto che ad Arcore ieri si è in parte parlato di giustizia e si è detto favorevole a una riforma “ordinaria” e non costituzionale, strada questa sulla quale nei giorni scorsi si è invece dichiarato favorevole Berlusconi dopo che la Corte Costituzionale lo ha privato dell‘immunità penale bocciando il Lodo Alfano sulla sospensione dei processi per le quattro più alte cariche dello stato.

“C’è il problema delle riforme e non vorrei che per le riforme ordinarie sulla giustizia si andasse ad influenzare il complesso delle riforme che interessano il paese”.

“Risolviamo perciò il problema delle leggi ordinarie con il contributo di tutti, così poi si potrà passare alle riforme vere”, ha aggiunto Calderoli.

Il ministro del Carroccio si è anche detto contrario a un ritorno all‘immunità parlamentare, abolita nel ‘93 e riproposta di recente da diversi eponenti di maggioranza e opposizione. “Il politico deve essere processato come qualcunque altro”.

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