Scudo fiscale, circolare: niente inversione onere della prova

sabato 10 ottobre 2009 12:23
 

ROMA, 10 ottobre (Reuters) - Lo scudo fiscale, ammesso anche per chi detiene all'estero attività tramite un trust o controlla società estere, mette al riparo chi rimpatria i capitali dall'inversione dell'onere della prova. Lo ha detto oggi l'Agenzia delle Entrate in un comunicato, in cui illustra alcune novità interpretative del provvedimento contenute in una circolare.

In particolare, dice la nota, l'adesione allo scudo consente di evitare, in caso di successivo accertamento di capitali detenuti all'estero in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale, la presunzione di legge in base alla quale gli investimenti e le attività finanziarie detenuti in paradisi fiscali si considerano costituiti tramite redditi sottratti a tassazione in Italia.

Inoltre, l'emersione è ammessa non solo nel caso di possesso diretto delle attività da parte del contribuente, ma anche se le attività sono intestate a fiduciarie o possedute per il tramite di interposta persona, come nel caso dei trust.

Allo scudo possono accedere anche i soci persone fisiche che detengono il controllo di società estere.

Tra le novità c'è il divieto di utilizzare lo scudo nei confronti di società di capitali, nel caso in cui il contribuente che accede alla regolarizzazione ne sia il dominus.

Il testo della circolare n. 43/E è disponibile sul sito internet dell'Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it). Su FiscoOggi sarà inoltre pubblicato un articolo sul tema.