PUNTO 1 - Irlanda alle urne per referendum trattato Lisbona

venerdì 2 ottobre 2009 17:41
 

(aggiorna con dettagli, contesto)

DUBLINO, 2 ottobre (Reuters) - Il futuro dell'Unione Europea è per la seconda volta nelle mani degli elettori irlandesi, oggi chiamati alle urne per il referendum sul Trattato di Lisbona. In caso di una nuova vittoria dei no, il blocco rischierebbe di precipitare nella crisi.

Bruxelles spera che l'Irlanda - dove vive meno dell'1% del mezzo miliardo di persone che abitano nell'Ue - ratifichi la carta dopo la bocciatura dell'anno scorso.

Secondo i sondaggi, questa volta dovrebbero prevalere i sì, dopo che il governo si è assicurato alcune concessioni da Bruxelles; pesa inoltre tra gli irlandesi la paura di rimanere isolati nel periodo di recessione. Rimangono però i timori che i sentimenti antigovernativi -- concretizzatisi in manifestazioni di protesta, manifesti anti-Lisbona e scritte ingiuriose contro il crollo dell'economia della "tigre celtica" -- influiscano sul voto.

A Dublino nel quartiere del ceti medio di Booterstown, la maggior parte degli abitanti intervistati da Reuters all'uscita dal seggio ha detto di aver votato a favore del Trattato. Anche se molti lo hanno detto a denti stretti.

"Ho votato 'sì' malvolentieri perché sentivo di doverlo fare", ha detto David Early, fotografo di 28 anni.

Il premier Brian Cowen, a rischio in caso di una seconda sconfitta, ha avvisato gli elettori che la vittoria del "no" potrebbe provocare la fuga degli investimenti stranieri e li ha sollecitati a votare mettendo da parte l'opinione che hanno di lui.

Le osservazioni di Cowen hanno irritato molte persone alle prese con la piaga della disoccupazione, le tasse sempre più alte e la prospettiva di sussidi pubblici più bassi in futuro.

"Non voterò per nulla di ciò che chiede questo governo", ha detto Patrick Nalty, 50 anni, disoccupato, dopo aver votato nel centro di Dublino.

In tutto il Paese l'affluenza è scarsa e i seggi resteranno aperti fino alle 23.