Perù, 38 poliziotti in ostaggio indigeni dopo scontri Amazzonia

sabato 6 giugno 2009 10:21
 

TARAPOTO, Perù, 6 giugno (Reuters) - Centinaia di manifestanti indigeni tengono in ostaggio 38 poliziotti dalle prime ore di oggi nella giungla amazzonica peruviana dopo che negli scontri fra indigeni e polizia sono morte 33 persone nel peggior episodio di violenza da quando è in carica il governo del presidente Alan Garcia.

I dimostranti minacciano inoltre di dare alle fiamme un pozzo petrolifero della società di stato Petroperù se il governo non fermerà le operazioni per porre termine alle proteste con i blocchi di strade e fiumi, che hanno provocato interruzioni alle forniture di cibo e carburante.

Le tribù indigene, temendo di perdere il controllo delle risorse naturali, protestano da aprile per obbligare il Parlamento ad abrogare le nuove leggi che incoraggiano le società energetiche e minerarie straniere a investire miliardi di dollari in operazioni industriali nella foresta vergine.

La violenza è esplosa ieri quando la polizia ha cercato di forzare un blocco stradale in un punto dell'autostrada chiamato la "Curva del Diavolo" nella regione di Bagua nella provincia amazzonica, a circa 1.400 chilometri a nord di Lima.

I leader indigeni dicono che sono stati uccisi almeno 22 manifestanti. Il governo ha comunicato la morte di tre manifestanti e di 11 agenti di polizia, alcuni con ferite provocate da lance. Sono state ferite almeno 100 persone e paiono possibili nuovi scontri.

"Tutti devono sapere che proprio ora 38 poliziotti sono tenuti in ostaggio alla stazione di pompaggio", ha detto in una conferenza stampa il primo ministro Yehude Simon. Il premier ha invitato alla calma ma ha difeso l'uso della forza da parte del governo.