17 aprile 2009 / 13:47 / 8 anni fa

Crisi, il club dei miliardari russi perde due terzi dei membri

Di Robin Paxton

MOSCA, 17 Aprile (Reuters) - La crisi economica, che non ha risparmiato neanche la Russia, ha ridotto del 70% il numero dei suoi cittadini facoltosi, riducendo drasticamente di due terzi i membri del suo club dei miliardari.

Mikahil Prokhorov, pur avendo perso 13,1 miliardi di dollari, è in vetta alla classifica stilata oggi dall'edizione russa della rivista Forbes. La fortuna del magnate dell'industria mineraria ammonta a 9,5 miliardi di dollari, una cifra che gli consente di respingere l'assalto di Roman Abramovich, secondo per un "solo" miliardo di euro.

"La crisi ha colpito chiunque: finanzieri, imprenditori petroliferi e metallurgici, produttori di beni di consumo e proprietari di holding", ha scritto Forbes nell'editoriale che accompagnava la classifica.

"Nessun imprenditore è in posizione migliore rispetto allo scorso anno".

La Russia sta affrontando la prima recessione, dopo dieci anni di crescita basata sulla sua disponibilità energetica. Il mercato azionario è crollato di oltre due terzi, dopo il picco toccato nello scorso maggio, mentre il rublo ha perso un terzo del suo valore rispetto al dollaro.

Il più colpito dalla crisi finanziaria è stato Oleg Deripaska, i cui 25,1 miliardi di dollari di perdite equivalgono a circa un quarto delle perdite complessive dei miliardari russi. Il re dell'alluminio è sprofondato in decima posizione nella classifica di Forbes, dopo il primo posto fatto registrare lo scorso anno.

Anche Alexei Mordashov, proprietario dell'azienda produttrice di acciaio Severstal (CHMF.MM), ha perso più di 20 miliardi di dollari, precipitando dalla seconda posizione alla settima.

La cifra complessiva raggiunta dai miliardari russi ammonta a 142 miliardi di dollari, in evidente calo rispetto ai 520 miliardi di un anno fa. Il numero di miliardari è sceso da 110 a 32. E mentre un patrimonio di un solo miliardo di dollari non era sufficiente per entrare in graduatoria l'anno scorso, ora basta una fortuna pari a 400 milioni di dollari.

VENDERE PRIMA DELLA CRISI

Prokhorov, 43 anni, è stato l'unico tra i super ricchi russi ad aver venduto asset fondamentali prima del collasso del mercato. Ora, unico non alle prese con perdite ingenti, ha dichiarato alla Reuters che aveva previsto l'arrivo della crisi già a novembre.

"Chi ha pagato meno lo scotto della crisi? Chi è riuscito a vendere bene prima che la crisi scoppiasse ed è riuscito, quindi, ad affrontarla con le armi giuste, cioè i soldi", ha scritto Forbes.

Prokhorov, che è appassionato di kickboxing ed è alto due metri, non sembra essere rimasto molto colpito dalla sua nuova posizione in classifica. "Non me ne è mai fregato nulla di queste cose", ha risposto a Reuters.

Vagit Alekperov, 58enne presidente della più grande compagnia petrolifera privata, la Lukoil (LKOH.MM), è salito al terzo posto, con un patrimonio pari a 7,8 miliardi di dollari, in calo di "soli" 6,5 miliardi rispetto al 2008.

Il vicepresidente della compagnia, Leonid Fedun, è entrato nella top 10 grazie a perdite contenute, pari a 2,7 miliardi.

Dal settore dell'acciaio, oltre a Mordashov, entrano nella top 10 anche il proprietario della Novolipetsk Steel (NLMK.MM) Vladimir Lisin e l'azionista dell' Evraz Group HK1q.L Alexander Abramov.

L'unica donna che entra in classifica è Yelena Baturina, moglie del sindaco di Mosca Yuri Luzhkov, che si è classificata al 34esimo posto, dopo che la sua fortuna, basata sul business edile, è calata da 4,2 miliardi di dollari a 900 milioni.

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