10 aprile 2009 / 11:33 / 8 anni fa

Giappone, premier Aso: è crisi, pacchetto 154 miliardi dollari

di Yuzo Saeki

TOKYO, 10 Aprile (Reuters) - Il primo ministro Taro Aso ha dichiarato oggi che l'economia del Giappone è in crisi, annunciando formalmente che il governo ha intenzione di stanziare 154 miliardi di dollari per aiutare il paese a risollevarsi dalla peggiore crisi dalla Seconda Guerra Mondiale.

"L'economia del Giappone sta rapidamente peggiorando, la produzione e le esportazioni si stanno comprimendo. Anche le condizioni lavorative sono in rapido peggioramento", ha detto Aso in conferenza stampa.

"L'economia del Giappone si può definire in crisi".

Il ministro dell'Economia Kaoru Yosano ha detto che il governo stanzierà più di 100 miliardi in nuovi bond per il pacchetto anticrisi, che innalzerà la cifra complessiva prevista per quest'anno di almeno un terzo, fino a raggiungere il record di 44mila miliardi di yen.

Il governo ha fatto sapere che i 154 miliardi di dollari stanziati equivalgono al 3% del prodotto interno lordo e che si aspetta che questa cifra possa far crescere l'economia reale del 2% fino al prossimo marzo.

E' il quarto intervento del governo giapponese a sostegno dell'economia, con una cifra complessiva che raggiunge il 5% del prodotto interno lordo, in un paese che deve affrontare una profonda recessione dovuta alla crisi dei settori dell'auto, della tecnologia e degli altri prodotti manifatturieri destinati alle esportazioni.

Le preoccupazioni per la necessità del governo di indebitarsi ulteriormente e la prevista risalita in tempi lunghi ha provocato una ripida discesa nella curva relativa ai bond governativi.

Il governo giapponese ha accumulato anche il più ingente debito tra i paesi industrializzati, pari al 150% del prodotto interno lordo, spingendo alcuni membri del governo ad affermare che c'è un limite alla cifra che il paese può stanziare per la ripresa.

L'economia giapponese ha perso il 3,2% nell'ultimo trimestre dello scorso anno e il crollo della fiducia nel mercato ha accresciuto il timore che la situazione possa ulteriormente peggiorare.

La seconda economia al mondo è stata colpita maggiormente dalla recessione per via della sua forte dipendenza dal settore delle esportazioni.

Ma anche gli altri paesi industrializzati non sono stati immuni, con gli Usa che hanno annunciato un pacchetto anticrisi da 787 miliardi di dollari e gli stati dell'Unione Europea che hanno in programma stimoli fiscali pari al 3 o 4% dei propri prodotti interni lordi.

In Giappone, gli sforzi del governo potrebbero trovare più di una difficoltà in parlamento, con l'opposizione che controlla la camera alta e che potrebbe, quindi, fare ostruzionismo.

Il primo ministro Taro Aso ha fatto presente che i tempi delle elezioni politiche, che dovrebbero tenersi ad ottobre, dipendono dall'atteggiamento dell'opposizione sul pacchetto anticrisi.

I piani precedentemente preposti dal governo hanno subito dei ritardi proprio a causa dell'ostruzionismo dell'opposizione.

Aso ha anche minacciato di fare ricorso alle elezioni immediate se l'atteggiamento dei suoi avversari in parlamento non dovesse cambiare.

Uno dei leader del partito all'opposizione, il Partito Democratico, ha affermato che non è intenzione dei democratici ritardare la discussione parlamentare se non ce ne dovesse essere bisogno.

"Sembra che il primo ministro Aso voglia collegare questo argomento con le elezioni. Noi non pensiamo che siamo necessariamente positivo perdere tempo e fare resistenza in queste condizioni economiche", ha detto in conferenza stampa Yukio Hatoyama.

Ma un'economista ha avvertito che, in un periodo che precede le elezioni, i candidati potrebbero essere spinti a destinare risorse solo per il proprio elettorato.

"Dal momento che in autunno sono previste le elezioni per la camera bassa, c'è una grande possibilità che progetti di lavori pubblici, che celano interessi politici, possano essere inclusi nel pacchetto anticrisi", ha detto Yasuhiro Onakado, economista del Daiwa SB Investments.

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