Ragazze e foto osè sul web, giudice Usa contro procuratore

martedì 31 marzo 2009 09:17
 

FILADELFIA, 31 marzo (Reuters) - Un giudice Usa ha stabilito ieri il divieto per un procuratore di sostenere l'accusa di pedopornografia nei confronti di tre ragazzine che avevano diffuso loro foto il posizioni piccanti scattate col telefonino, in un caso sui diritti civili che ha suscitato interesse nazionale.

Il giudice distrettuale James Munley ha annunciato l'emissione di un'ordinanza che limiterà l'azione del procuratore distrettuale del Wyoming George Skumanick perchè tale azione avrebbe violato la libertà di espressione ed i diritti dei genitori.

La sentenza riguarda una causa intentata dall'American Civil Liberties Union, che aveva citato il procuratore distrettuale per il fatto di aver minacciato le tre ragazzine di incriminarle per il reato di pedopornografia per aver accettato di far diffondere online loro foto riprese col telefonino in cui comparivano seminude.

Il caso riguarda una pratica sempre più diffusa tra i ragazzi, di "sexting," gioco di parole sul termine texting (pubblicare testo), in cui immagini di ragazze nude o seminude sono spedite via telefonino o pubblicate su Internet.

La sezione della Pennsylvania dell'associazione per i diritti civili ha affermato che il procuratore distrettuale di contea del Wyoming George Skumanick ha accusato le ragazze di esser state complici nella produzione di pornografia infantile per aver accettato di farsi fotografare. Altre persone non identificate hanno pubblicato quelle immagini.

Le foto, che mostrano due di loro in reggiseno e un'altra a seno nudo, con asciugamani alla vita, sono state scoperte lo scorso ottobre da dirigenti scolastici. Le immagini non mostrano attività sessuali.

L'associazione sostiene che Skumanick non avrebbe dovuto minacciare di incriminare le ragazze nel caso loro avessero accettato di esser poste in libertà vigilata partecipando a un programma di rieducazione. La loro età non è stata precisata.

"Ai ragazzi si dovrebbe insegnare che scambiarsi immagini digitalizzate di loro stessi in posizioni imbarazzanti o compromettenti può avere conseguenze negative. Ma gli inquirenti non dovrebbero usare l'artiglieria pesante .. per insegnare loro la lezione", ha detto Witold Walczak, direttore legale di Aclu Pennsylvania.

Un'indagine nazionale nel 2008 ha rivelato che negli Usa il 20% di teenager ha detto di aver mandato o pubblicato online immagini in cui comparivano nudi o seminudi, e il 39% dice di aver diffuso messaggi con riferimenti sessuali, dicono i dati della National Campaign to Prevent Teen and Unplanned Pregnancy.

Il caso della Pennsylvania potrebbe rappresentare un precedente per stabilire linee guida a livello nazionale, dice l'Aclu.