29 marzo 2009 / 16:04 / tra 8 anni

PUNTO 2- G8 Welfare al via, Ocse vede disoccupazione a due cifre

(cambia titolo, aggiunge dichiarazioni)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 29 marzo (Reuters) - Al via oggi a Roma la tre giorni del G8 del Welfare che punta a un patto globale a protezione di chi perde il lavoro, all‘ombra delle stime Ocse che indicano per i Paesi del G8, escluso il Giappone, un tasso di disoccupazione a due cifre entro il prossimo anno.

“Entro il 2010 il tasso di disoccupazione raggiungerà le due cifre in tutti i Paesi del G8, escluso il Giappone, così come in tutta l‘area dell‘Ocse”, si legge nel documento preparato dall‘istituto parigino che anticipa alcune stime che saranno pubblicate il prossimo 31 marzo.

Se tale scenario dovesse realizzarsi, prosegue l‘Ocse, il numero di disoccupati nell‘area raggiungerà in tre anni fino al 2010 un ammontare superiore a quello del decennio ‘70-‘80 che pure sopportò due choc petroliferi.

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, padrone di casa dato che l‘Italia quest‘anno presiede il G8, invita gli istututi di ricerca alla cautela, dopo che nei giorni scorsi aveva mostrato scarso apprezzamento per le stime della Confindustria che indicavano un aumento dei disoccupati di 507 mila unità in Italia fino al 2010.

“Andrei cauto con le diverse previsioni che continuano ad essere prodotte perché spesso le stesse organizzazioni che le fanno sono costrette a correggerle”, ha detto il ministro in una conferenza stampa di apertura del G8 insieme con i leader delle organizzazioni internazionali del sindacato e delle imprese.

Quanto all‘Italia Sacconi ha detto: “Non so se l‘Italia sia più lenta nel creare posti di lavoro ma di sicuro è più lenta nel perderli”. Il tasso di disoccupazione in Italia è stato pari al 6,7% nel 2008.

SINDACATI: GOVERNI AGISCANO, RISCHIO CONFLITTO SOCIALE

Al pessimismo dell‘Ocse -- che anticipa anche che la ripresa economica dell‘area arriverà solo nella prima metà del 2010 e sarà “modesta” -- si accompagna quello dell‘Ilo (International labour organization) che in un documento preparato per il summit ribadisce le stime di un possibile incremento del numero dei disoccupati a livello internazionale di 50 milioni nel 2009, dopo gli 11 milioni in più registrati nel 2008. “Oltre 200 milioni di lavoratori potrebbero essere spinti in condizioni di povertà estrema pricipalmente nei paesi in via di sviluppo ed emergenti. il numero dei lavoratori poveri potrebbe raggiungere la cifra di 1,4 miliardi”, si legge nel testo.

Dove Sacconi è d‘accordo con l‘Ocse è nel suggerimento rivolto ai governi mondiali anche in vista del prossimo G20 finanziario di Londra. “Intervenire velocemente e in maniera efficace per evitare che la crisi finanziaria si trasformi pienamente in una crisi sociale con effetti molto negativi sui lavoratori più vulnerabili e sui redditi più bassi”, dice l‘istituto parigino. Un Fmi che vigili anche sulla coesione sociale, dice il ministro italiano. “People first” è infatti lo slogan del summit al quale dal secondo giorno parteciperanno anche le economie emergenti di Brasile, Messico, Cina, India ed Egitto.

Il leader dell‘organizzazione mondiale delle imprese presso l‘Ocse, Tadahiro Asami, ammoniosce dai rischi di protezionismo mentre John Evans, leader dei sindacati globali sempre presso l‘Ocse, chiede un posto al G20 per avere risposte sull‘occupazione. “I lavoratori stanno pagando il prezzo della crisi e snza una risposta chiara dei governi la rabbia può montare”, ha detto.

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