Cina, piani di rilancio in stile pechinese: io spendo, tu paghi

mercoledì 11 marzo 2009 13:23
 

Di Wei Gu

HONG KONG, 11 marzo (Reuters) - Pechino critica i consumatori americani perché spendono i soldi che non hanno, ma la verità è che i leader cinesi fanno lo stesso, semmai hanno l'accortezza di non toccare i loro bilanci.

Nel piano di stimolo dell'economia da 585 miliardi di dollari, il governo centrale ha contribuito per un quarto della somma stanziata, lasciando il resto alle banche, ai governi locali e al settore privato.

Il Tesoro Usa, invece, dovrebbe finanziare al 100% il piano di ripresa dell'economia da 787 miliardi di dollari, aumentando il suo debito con l'emissione di nuovi titoli di Stato.

Il governo centrale cinese potrà anche riuscire a trasferire il grosso del rischio e dei costi di finanziamento a banche e governi locali, ma se si accumula cattivo debito, questo si ritorcerà su Pechino.

Cina e Stati Uniti si finanziano in modi diversi. L'America usa il credito del governo per raccogliere denaro direttamente dal mercato. La Cina ricorre al finanziamento semi- governativo, così che i costi reali del piano siano impossibili da calcolare per gli investitori, anche se in ultima analisi ricadono su Pechino.

Il governo cinese non avrà problemi a trovare amministrazioni locali e banche pronte a finanziare il piano di stimolo e questo per due ragioni: è nel loro interesse ingraziarsi le autorità centrali e, grazie all'abbondante liquidità, sono pronti a prestare denaro, visto che i progetti del piano di stimolo hanno il sostegno del governo.

Le banche hanno già risposto all'appello di Pechino, come dimostra il record di prestiti in yuan a gennaio. Ma c'è una seria controindicazione al modello cinese.

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