11 marzo 2009 / 12:27 / tra 9 anni

Cina, piani di rilancio in stile pechinese: io spendo, tu paghi

Di Wei Gu

HONG KONG, 11 marzo (Reuters) - Pechino critica i consumatori americani perché spendono i soldi che non hanno, ma la verità è che i leader cinesi fanno lo stesso, semmai hanno l‘accortezza di non toccare i loro bilanci.

Nel piano di stimolo dell‘economia da 585 miliardi di dollari, il governo centrale ha contribuito per un quarto della somma stanziata, lasciando il resto alle banche, ai governi locali e al settore privato.

Il Tesoro Usa, invece, dovrebbe finanziare al 100% il piano di ripresa dell‘economia da 787 miliardi di dollari, aumentando il suo debito con l‘emissione di nuovi titoli di Stato.

Il governo centrale cinese potrà anche riuscire a trasferire il grosso del rischio e dei costi di finanziamento a banche e governi locali, ma se si accumula cattivo debito, questo si ritorcerà su Pechino.

Cina e Stati Uniti si finanziano in modi diversi. L‘America usa il credito del governo per raccogliere denaro direttamente dal mercato. La Cina ricorre al finanziamento semi- governativo, così che i costi reali del piano siano impossibili da calcolare per gli investitori, anche se in ultima analisi ricadono su Pechino.

Il governo cinese non avrà problemi a trovare amministrazioni locali e banche pronte a finanziare il piano di stimolo e questo per due ragioni: è nel loro interesse ingraziarsi le autorità centrali e, grazie all‘abbondante liquidità, sono pronti a prestare denaro, visto che i progetti del piano di stimolo hanno il sostegno del governo.

Le banche hanno già risposto all‘appello di Pechino, come dimostra il record di prestiti in yuan a gennaio. Ma c’è una seria controindicazione al modello cinese.

LO STILE CINESE

“Il principale problema nel ricorrere alle banche, invece di aumentare esplicitamente il deficit di bilancio è la trasparenza”, dice Tao Wang, capo delle ricerche economiche sulla Cina di Ubs. “Affidarsi al finanziamento delle banche contribuisce a rendere meno trasparenti le scelte di spesa legate ai progetti di stimolo”.

Si prevede che il deficit di bilancio cinese aumenterà solo al 3% dallo 0,6% dello scorso anno. Il deficit federale Usa, invece, esploderà dal 3,2% al 12,3%.

Molti economisti non capiscono perché Pechino voglia tenere la nuova spesa pubblica fuori dai suoi libri contabili. Il bilancio dello stato è probabilmente uno dei più solidi al mondo e i governanti non hanno scrupoli ad usare il potere dello stato per incoraggiare la crescita economica.

Alcuni economisti cinesi pensano che il governo cerchi di evitare l‘esame del Congresso nazionale del popolo (Npc), ma l‘Npc ha funzionato finora come una fotocopiatrice del governo e non ci sono ragioni per pensare che sia pronto a cambiare adesso.

Hongbin Qu, capo economista all‘HSBC, osserva che si tratta semplicemente del modo cinese di fare le cose. E cita la strada che Pechino ha scelto per far fronte ai costi del terremoto nel Sichuan lo scorso anno: il governo centrale ha affidato gli sforzi della ricostruzione alle 21 province più ricche del paese, ognuna delle quali doveva provvedere ad una contea colpita dal sisma.

“Il governo cinese è abituato a fare la spesa e lasciare il conto da pagare a qualcun altro”, ha detto Qu. Pechino ha chiesto alle banche di emettere prestiti a bassi tassi di interesse per oltre 10 anni agli enti del governo incaricati dei progetti in infrastrutture. Con un ritorno così basso le banche non avranno risorse di scorta per affrontare potenziali crisi.

Se questo approccio sarà perseguito fino in fondo, potrebbe mettere a rischio i conti delle banche, la loro reputazione e la fiducia degli investitori. Ma, ancora una volta, dato che i progetti sono sostenuti dal governo centrale, le banche sono contente di prestare denaro.

Un‘altra questione è l‘indebitamento delle amministrazioni locali, le quali contribuiranno per 4000 miliardi di yuan al pacchetto di stimolo e hanno promesso 18.000 miliardi di yuan in sostegno al piano nazionale.

Ma i governi locali non hanno denaro e per legge non possono fare deficit o prendere in prestito denaro. Aggirano queste restrizioni creando società veicolo che trasformano questo debito in privato, riversandolo sul mercato entro la fine dell‘anno.

Molte di queste società veicolo fanno poco utile operativo, ma il debito riceve comunque una tripla A di rating perché è implicitamente garantito dal governo.

“In apparenza il governo non ha molti debiti, ma in realtà sta solo spostando il rischio da un‘altra parte”, ha detto Vincent Chan, capo delle ricerca per la Cina di Credit Suisse.

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