March 6, 2009 / 7:45 AM / 8 years ago

Cina vede segnali di risposta dell'economia agli aiuti

5 IN. DI LETTURA

* Banchiere centrale cinese e capo pianificazione vedono segnali di ripresa

* Pechino verso nuovi incentivi alla luce dei dati

di Zhou Xin e Simon Rabinovitch

PECHINO, 6 marzo (Reuters) - I leader economici cinesi hanno espresso oggi fiducia nel fatto che l'economia si stia già riprendendo grazie alla rapida azione per contrastare lo shock della crisi finanziaria globale.

Ieri, il premier Wen Jiabao aveva deluso i mercati finanziari per il mancato annuncio di un aumento nel piano di investimento da 4.000 miliardi di yuan (585 miliardi di dollari) presentato il 9 novembre scorso, mentre la crisi delle esportazioni rallentava la terza economia del mondo.

Ma le dichiarazioni rilasciate oggi da tre importanti dirigenti sembrano indicare che, mentre Pechino è pronta a mettere di nuovo mano alla cassa, misure straordinarie potrebbero risultare inutili perché l'incentivo fiscale e monetario sta già facendo effetto.

"I dati economici si stanno stabilizzando e riprendendo, indicando che le politiche cominciano a mostrare un impatto", ha detto il governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan.

Parlando a una conferenza stampa durante la sessione del Congresso nazionale del popolo, cioè il parlamento cinese -- che ha una funzione ampiamente cerimoniale -- Zhou ha detto che la Cina ha imparato dagli altri paesi la lezione secondo la quale una risposta lenta alla crisi ritarda la ripresa della fiducia.

Ieri il premier Wen ha detto che la Cina aumenterà quest'anno il deficit di spesa per raggiungere l'obiettivo di una crescita del Pil dell'8%, ampiamente considerata la soglia minima per tenere a bada la disoccupazione ed evitare la minaccia di rivolte sociali.

Nessun Autocompiacimento

Dati recenti suggeriscono che l'economia potrebbe essere sul punto di riprendersi. I nuovi prestiti interni di moneta sono cresciuti da novembre e hanno toccato a gennaio la cifra record di mille miliardi di yuan a gennaio, mentre le indagini dicono che il settore manifatturiero si sta riprendendo da livelli di vera e propria depressione.

D'altro canto, un tentativo di ripresa nei prezzi dell'acciaio è andato male, e la recessione nei mercati chiave di esportazione per la Cina sembra peggiorare.

Zhang Ping, capo della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma, la principale agenzia di pianificazione, ha detto che Pechino continuerà a controllare il flusso di dati economici prima di decidere se incentivi extra sono necessari.

"Naturalmente, non possiamo pensare con autocompiacimento che abbiamo completamente evitato l'impatto della crisi o che le nostre misure siano già sufficienti a contrastarla", ha detto Zhang.

"Ma credo che, con le misure che abbiamo preso o prenderemo, possiamo avere piena fiducia usciremo dalle attualità difficoltà e risponderemo completamente alla crisi, perché sul lungo termine le nostre condizioni economiche non sono fondamentalmente cambiate".

Le autorità hanno chiarito che la Cina ha ancora un ampio "volume di fuoco" da usare, se necessario.

Il deficit di bilancio nazionale cinese aumenterà quest'anno di oltre sette volte, raggiungendo una cifra superiore ai mille miliardi di yuan. Ma in ogni caso è una cifra che rappresenta meno del 3% delle entrate nazionali. Per fare un confronto, gli Usa hanno messo in bilancio un deficit del 12,3% del Pil.

"E qualcosa che il nostro paese può gestire e restare a livelli di sicurezza", ha detto Xie Xuren, ministro delle Finanze, parlando del deficit programmato.

Svalutare Lo Yuan?

Allo stesso modo, Zhou ha detto che la banca centrale ha ancora un ampio margine per decisioni di politica monetaria, dopo cinque tagli dei tassi d'interesse e quattro riduzioni delle riserve obbligatorie delle banche dal settembre scorso.

Sono circolate ipotesi sul fatto che la Cina, oltre a aumentare il deficit e ridurre i costi del prestito di denaro, possa anche svalutare lo yuan per aiutare le esportazioni.

Il giornale "21st Century Business Herald" ha citato un anonimo dirigente secondo cui le esportazioni e le importazioni cinesi sarebbero calate di oltre il 20% in febbraio rispetto a un anno prima, dopo il calo rispettivamente del 17,5% e del 43,1% a gennaio.

Alla richiesta se una svalutazione dello yuan è esclusa, Zhou ha tenuto le opzioni aperte, affermando che la Cina ha elaborato vari piani di azione per la moneta e l'economia nel caso di un eventuale deterioramento delle condizioni internazionali.

Ma Zhou ha anche detto che ieri Wen ha chiarito la posizione cinese, quando ha detto che lo yuan rimarrà "fondamentalmente stabile a un livello ragionevole e bilanciato".

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