Crisi, Berlusconi a Bild: agire uniti, Italia meglio di altri

domenica 22 febbraio 2009 10:36
 

BERLINO, 22 febbraio (Reuters) - Per superare la crisi finanziaria serve un'azione coordinata a livello globale e il limite dell'Europa resta quello di essere una unione monetaria, ma non ancora pienamente politica.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una intervista al quotidiano tedesco "Bild" che sarà in edicola domani.

Berlusconi ha aggiunto che l'Italia - lo dice anche il Fmi, spiega il premier - ha gli strumenti per uscire meglio degli altri dalla crisi e precisa che non è stato necessario procedere ad un ingresso dello Stato nelle banche.

"La crisi, come giustamente lei ricorda, è finanziaria. Non è il frutto di un accidente o cataclisma naturale. È opera dell'uomo, la durata dipende da noi. Qui non si tratta di leggere il futuro nella sfera di cristallo, nessuno ha questa capacità. L'importante è reagire insieme in modo coordinato. A una sfida globale, vanno date risposte globali", dice Berlusconi in una intervista rilasciata alla vigilia del G4 che sta per iniziare oggi a Berlino.

"Ecco perché ci stiamo muovendo in modo sinergico, e perché nessuno può pensare di attaccarsi alla ruota dell'altro. Ciascuno deve fare la sua parte. Io, come premier italiano e presidente del G8, ho consultazioni e incontri continui con gli altri leader. Sentiamo tutti la responsabilità di affrontare una situazione incerta e insidiosa, ma per fortuna sin dall'inizio ci siamo tutti mostrati consapevoli che la crisi si potrà superare attraverso azioni condivise".

Sull'Italia, Berlusconi ricorda il problema ingenerato dall'elevato debito pubblico ma aggiunge che "il debito privato è più basso di quello di altri Paesi del G8, merito della propensione degli italiani al risparmio. Questa, oltre alla solidità del nostro sistema bancario, è una delle ragioni per le quali il Fondo monetario internazionale prevede per noi un'uscita dalla crisi più facile rispetto ad altri Paesi".

Alla domanda se l'Europa, con i suoi piani nazionali per la crisi, sia in generale preparata per fronteggiare una crisi globale, Berlusconi risponde: "L'Europa soffre di alcuni anacronismi. Per esempio, il fatto di esser nata come Unione monetaria, mentre manca di una forte dimensione politica. Ma gli unici strumenti per fronteggiare le crisi sono rimasti, finora, monetari. La sola infrastruttura assimilabile alla sfera politica è il Patto di stabilità e crescita... Se l'Europa è in grado oggi di rispondere con efficacia agli effetti della crisi finanziaria attraverso piani nazionali anti-crisi, è grazie alla ritrovata flessibilità di bilancio e alla stabilità dell'euro. Il rigore deve potersi coniugare con lo sviluppo".

Alla domanda se ritenga opportuno, pur nella crisi, che lo Stato assuma partecipazioni in banche e gruppi industriali con i soldi dei contribuenti, il premier ha risposto: "Questo, per la verità, in Italia non è successo. In Europa abbiamo 27 economie con tradizioni, radici e culture diverse. Non esiste una ricetta unica da applicare erga omnes. Bene ha fatto la Commissione Europea a dare solo linee guida, tradotte poi da ogni Stato in interventi nazionali".

Berlusconi, che nei giorni scorsi ha visto il primo ministro Gordon Brown che presiede il G20, ricorda che a questo gruppo spetta il compito di discutere "soluzioni tecniche e dirette" della crisi, mentre il G8 - che egli stesso guida - "ha il compito di proporre meccanismi politici e regolamentari di contrasto alle cause che hanno prodotto la crisi, perché non si ripeta. Mi riferisco fra l'altro ai legal standard, cioè a regole più stringenti per la trasparenza del sistema finanziario. Trasparenza vuol dire maggiore sorveglianza e garanzie per i risparmiatori".