15 febbraio 2009 / 12:34 / tra 9 anni

Bce laconica mentre G7 guarda a nuovi strumenti oltre i tassi

di Sumeet Desai

ROMA, 15 febbraio (Reuters) - Al vertice di Roma, i banchieri centrali del Gruppo dei Sette, che stanno cercando di far uscire i rispettivi paesi dalla recessione, si sono scambiati appunti su cosa fare una volta che non sarà più possibile abbassare i tassi di interesse.

Mentre i tassi Usa e giapponesi sono ormai virtualmente a zero e sia la Bank of England che la Banca centrale europea puntano in quella direzione, stampare nuova moneta è considerata la prossima mossa, con le banche impegnate ad acquistare asset per racimolare denaro e grazie a ciò rafforzare la domanda in economia.

Il cosiddetto “quantitative easing” è stato applicato in Giappone nella prima parte del decennio con risultati misti, nell‘ambito della lunga battaglia del Sol Levante contro la deflazione, cioè la spirale negativa di prezzi in discesa che porta i consumatori a rimandare gli acquisti.

Ora, questo strumento di politica monetaria viene considerato dalle maggior parte delle banche centrali, mentre il mondo registra la sua più significativa e contemporanea crisi economica da decenni.

La Federal Reserve statunitense, che ha tagliato i tassi a una cifra tra lo zero e lo 0,25%, ha già dato avvio a quello che preferisce chiamare “credit easing” e la Bank of England potrebbe seguire la stessa strada già dal mese prossimo.

Chi nella zona Euro deve decidere sta ancora a guardare, ma il presidente della Banca centrale europea Jean- Claude Trichet ha detto che la Bce non è ancora arrivata a particolari conclusioni dopo le discussioni con le altre banche centrali.

I suoi colleghi Mario Draghi, Christian Noyer e Axel Weber hanno spiegato che la Bce ha già fatto passi “non- standard” immettendo liquidità sui mercati ma non hanno dato alcuna indicazione di essere pronti a passare direttamente all‘acquisto diretto di asset.

PRIORITA’ CENTRALE

La Bce ha mantenuto i tassi d‘interesse al 2% questo mese, ma ci si attende che a marzo pratichi un taglio record portandolo all‘1,5%, specialmente dopo che i dati diffusi venerdì hanno indicato che l‘economia della zona euro è calata dell‘1,5% nel quarto trimestre del 2008. E nel breve termine ci si attendono pochi miglioramenti.

Il presidente della Bundesbank Weber ha detto che mentre la politica monetaria è già più accomodante di quanto potrebbe suggerire il tasso principale, c’è spazio per un ulteriore alleggerimento.

Weber ha segnalato che ci sono solo 80 punti base di differenza tra i mercati a breve termine nell‘euro-zona EONIA= EURIBOR= e i loro equivalenti Usa, e ha detto che la differenza in termini reali è trascurabile, dato che l‘inflazione è più alta nell‘area della moneta unica europea.

L‘iniziativa della Bce di fornire alla banche tutti i fondi necessari a tassi di interessi fissi ha reso anche il tasso di deposito notturno della Banca - ora all‘1% - il tasso “dominante”.

“Il tasso espansivo di politica monetaria nel breve termine è parecchio più forte di quello che riflette il principale tasso di rifinanziamento”, ha detto Weber. “I tassi a breve termine sono all1,2%, un valore significativamente più alto di quello dei tassi Usa, e la differenza sarà ridotta a livelli minimi, secondo i passi futuri di politica monetaria”.

Nel suo comunicato finale, il G7 ha detto che riportare le economie in ordine è “la priorità principale” mentre la recessione sembra destinata a durare almeno per gran parte del 2009.

“La politica dei tassi d‘interesse è stata ridotta a livello molto bassi e azioni non convenzionali di politica monetaria vengono assunti come appropriati”, ha detto ancora il G7.

Come hanno fatto alcuni economisti dopo i dati sul Pil di venerdì scorso, anche Weber ha detto di vedere segni che l‘economia potrebbe raggiungere il livello più basso, prima di risalire, nella seconda metà dell‘anno.

“Ci sono indicatori che ci danno speranza”, ha detto il banchiere tedesco, “ma bisogna vedere con cautela. Nell‘economia europea il calo continuerà fino all‘estate... dopo probabilmente avremo una lenta ripresa”.

Angel Gurria, segretario generale dell‘Ocse, ha detto che si sta preparando a tagliare le previsioni di crescita di quest‘anno per la zona euro oltre le più recenti previsioni di organismo come il Fondo monetario internazionale, che ha indicato una contrazione del 2%.

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