Crisi, Bini Smaghi a Stampa: azzerare tassi a breve non serve

domenica 8 febbraio 2009 10:35
 

ROMA, 8 febbraio (Reuters) - Lorenzo Bini Smaghi, membro del direttivo della Banca centrale europea, ha detto oggi che in questo momento di crisi non serve a nulla azzerare i tassi a breve ma è necessario invece che imprese e famiglie "tornino ad avere fiducia nel sistema bancario".

"E' inutile che noi abbassiamo i tassi se poi le banche pagano interessi molto più alti sulla raccolta dei depositi", spiega in un'intervista pubblicata oggi sulla Stampa. "Per dare fiducia occorre che si abbassino i tassi sulla raccolta a medio-lungo termine. Abbassando troppo quelli a breve si rischia l'effetto opposto".

La Bce ha mantenuto i tassi di rifinaziamento a breve al 2%, mentre l'americana Federal Reserve e la Banca centrale d'Inghilterra li hanno abbassati a livelli record prossimi allo zero come antidoto all'attuale crisi finanziaria globale.

Secondo Bini Smaghi, "più il tasso è basso e più elevata è la possibilità che debba risalire rapidamente per evitare di innestare una nuova bolla". E' più utile, per incoraggiare gli investimenti, "che i tassi scendano ad un livello dove è credibile che rimangano per un lungo periodo".

"Tassi a breve prossimi allo zero in assenza di pressioni deflazionistiche sono controproducenti e distorsivi", ammonisce il banchiere.

Quello che sta accadendo nella zona euro -- al contrario degli Usa dove "un rischio di deflazione c'è" -- è che "il livello medio dei prezzi cala ma a scendere davvero sono soprattutto i prezzi del petrolio e delle altre materie prime. Gli altri beni per ora non hanno una dinamica di ribasso", argomenta.

A livello globale, per Bini Smaghi le misure prese dai governi sono sufficienti, "non si possono aggiungere continuamente manovre su manovre perché si comunica l'idea sbagliata che non c'è un limite agli interventi pubblici".

L'Italia sta meglio di altri Paesi, in questo momento di crisi, perché "ha un sistema finanziario più solido e il calo dei prezzi energetici produce un effetto più sensibile sul potere d'acquisto delle famiglie a causa della maggior dipendenza energetica".

La crisi economica, infine, può essere, secondo Bini, "un'occasione per riformare il sistema di vigilanza europea" delle banche ma "ci vuole un'iniziativa politica, al più alto livello, come avvenne per l'Unione monetaria".