Spesa Inpdap sale 7,3% con 134.000 ritiri anticipati -presidente

domenica 25 gennaio 2009 11:27
 

MILANO, 25 gennaio (Reuters) - Il ciclo di pensionamenti forzati dei dipendenti pubblici con 40 anni di contributi, con il ritiro di oltre 134.000 addetti, si tradurrà per l'Inpdap in una crescita del 7,3% della spesa per il pagamento degli assegni previdenziali e il disavanzo previsto di 8,2 miliardi verrà sostenuto facendo ricorso alle risorse accumulate negli ultimi anni e con un impegno di finanza pubblica di 5,63 miliardi di euro.

Lo dice il presidente e commissario straordinario dell'Inpdap Paolo Crescimbeni in una intervista pubblicata oggi dal Sole 24 Ore.

"La politica di riduzione del personale delle pubbliche amministrazioni portata avanti da questo governo con i pensionamenti e il blocco del turn over sottopone l'istituto a un test da sforzo notevole", dichiara al Sole Crescimbeni, aggiungendo che i tagli riguarderanno anche l'istituto di previdenza.

"Considerando i dirigenti di prima e seconda fascia e il resto del personale, l'organico scenderà di 800 unità, 350 delle quali già quest'anno - si legge nell'intervista - A fine triennio l'Inpdap avrà non più di 7.000 dipendenti con un risparmio previsto di 25 milioni".

A proposito del piano di razionalizzazione e delle sinergie da realizzare con Inps e Inail, Crescimbemi dice che "stiamo lavorando molto intensamente a un piano industriale da presentare al governo entro marzo... Ma per completare i trasferimenti delle gestioni serve anche l'iniziativa dei singoli ministri: al Mef si continuano a gestire le pensioni di guerra e alla Difesa quelle dei militari. E poi c'è ancora l'Enam, l'ente di assicurazione magistrale".

"Il percorso va concluso per fare dell'Inpdap l'unico polo previdenziale pubblico in quello schema finale immaginato con Inps e Inail".