Crisi,errore non aver concentrato vigilanza a Francoforte-Padoa

domenica 25 gennaio 2009 10:53
 

MILANO, 25 gennaio (Reuters) - Nell'analizzare le responsabilità delle politiche economiche sbagliate che hanno condotto all'attuale crisi mondiale, l'ex ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa dice che non ci sono particolari critiche da fare alla Bce se non per la vigilanza, perché le banche centrali nazionali avrebbero dovuto promuovere una vigilanza bancaria europea incentrata su Francoforte.

"Nessuno è esente da responsabilità, nemmeno le banche centrali - dice Padoa-Schioppa in una intervista pubblicata oggi dal Messaggero - Però è chiaro che va fatta una distinzione tra la Bce e la Fed. La prima, a differenza della seconda non ha mai smesso di considerare importanti gli aggregati monetari e creditizi".

Quindi non ci sono particolari critiche da fare alla Banca centrale europea per la politica monetaria - continua - Per la vigilanza sì, perché le banche centrali nazionali, mentre vedevano crescere gruppi bancari plurinazionali, avrebbero dovuto promuovere, anziché ostacolare, una vigilanza bancaria europea incentrata su Francoforte. Personalmente non sono riuscito a impedire questo atteggiamento".

"Bisogna arrivare alla vigilanza europea dei grandi gruppi bancari, ma su questo punto, per ora, registro solo dichiarazioni di buona volontà".

Secondo l'ex ministro del Tesoro, fra le cause della crisi globale, "la componente più profonda è la crescita basata in modo esasperato sui consumi e sul credito: un fenomeno che è soprattutto degli Stati Uniti... Quello che è successo non è un fallimento del mercato, ma piuttosto un fallimento della politica economica" con un modello di crescita insostenibile basato sui consumi e sull'indebitamento e dal mito dell'autoregolamentazione del mercato.

Padoa-Schioppa invita sul Messaggero a "continuare a guardare allo stato strutturale dei conti" con il pensiero fisso "alla riduzione del debito". A questo proposito, l'ex-banchiere centrale europeo aggiunge che "le agenzie di rating dovrebbero tenere conto del basso debito privato, nel decidere il rating del nostro Paese".