Contratti, Ciampi a stampa: Impensabile intesa senza firma tutti

domenica 25 gennaio 2009 10:20
 

MILANO, 25 gennaio (Reuters) - Secondo l'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che da presidente del Consiglio nel 1993 concluse lo storico accordo sui contratti -- superato da quello raggiunto il 22 gennaio scorso da governo e parti sociali, senza la firma della Cgil --, una intesa sui contratti deve essere totale e un accordo senza la Cgil allora sarebbe stato impensabile.

"Per me, per come ragiono io, un accordo sui contratti deve essere totale - dice Ciampi in una intervista pubblicata oggi da Repubblica - Ed è tale solo se la firmano tutti. Se no che intesa è? Nella mia mentalità questa è la concertazione".

Dopo aver negato la firma della Cgil all'accordo sul sistema contrattuale, sottoscritto da Cisl e Uil, in una intervista di ieri sempre su Repubblica, il segretario generale Guglielmo Epifani ha detto che la situazione "è molto più grave delle rotture dell'84 sulla scala mobile e del 2001 sul patto per l'Italia" e ha chiesto un referendum fra i lavoratori, proposta cui si sono dette contrarie Cisl e Uil.

Alla domanda su come veda un'intesa senza il più numeroso sindacato italiano, Ciampi ha risposto nell'intervista: "Per me sarebbe stato semplicemente impossibile. Ai miei tempi io, senza una componente della trattativa non sarei andato avanti. Lo spirito doveva essere di una concertazione fra tutte le parti sociali, non tra alcune sì e altre no".

"Ma stiamo parlando del 1993: non sarebbe onesto ragionare con uno spostamento nel tempo di 15 anni - continua Ciampi - E' giusto invece dire che il metodo dovrebbe essere lo stesso, nel tempo".

"I contenuti invece sono cambiati: 15 anni fa il punto fondamentale era la stabilità, adesso sono la produttività e la crescita. Tanto più in una situazione di crisi come quella che abbiamo di fronte".

Con la riforma siglata giovedì scorso si supera l'accordo sulla politica dei redditi siglato nel 1993 che aveva l'inflazione programmata come indice di riferimento per i rinnovi contrattuali, e si valorizza il secondo livello di contrattazione con la possibilità di premi-produttività.

Il nuovo protocollo prevede rinnovi contrattuali triennali sulla base di un indice di inflazione previsionale triennale depurato dall'inflazione importata, in particolare dalla componente energetica.