24 dicembre 2008 / 16:49 / 9 anni fa

Usa scivolano in una recessione più profonda - dati

WASHINGHTON, 24 dicembre (Reuters) - Gli Usa scivolano in un recessione sempre più profonda, secondo i dati diffusi oggi dal governo Usa.

Il numero di nuovi sussidi di disoccupazione chiesti questa settimana ha raggiunto il record da 26 anni e le spese dei consumatori si contraggono per il quinto mese consecutivo.

Negli Usa i consumatori hanno tagliato le spese per il quinto mese consecutivo in novembre e i loro redditi sono diminuiti secondo il rapporto mensile del dipartimento del Commercio. Dati che sottolineano un aumento della pressione recessiva.

Il rapporto mostra come la spesa si sia contratta dello 0,6%, contro un calo dell‘1% di ottobre. Le entrate si sono ridotte dello 0,2% dopo un calo dello 0,1% in ottobre.

Gli ordini di beni durevoli sono diminuiti dell‘1% in novembre, in misura minore rispetto alle attese.

Il numero di lavoratori statunitensi che hanno presentato domanda di indennità di disoccupazione la scorsa settimana è salito di 30mila unità, segnando un record da 26 anni.

Le nuove richieste di sussidi sono aumentate di 586 mila unità, riviste su base stagionale, nella settimana del 20 dicembre da 556mila unità della settimana precedente, ha annunciato il Dipartimento del Lavoro.

Nel corso dell‘anno quasi 2 milioni di persone hanno perso il loro posto in tutti gli Stati Uniti, portando il tasso di disoccupazione al 6,7%.

MISURE ANTICRISI

I governi di tutto il mondo hanno cercato di incrementare la spesa per cercare di allentare la recessione innescata dalla crisi del credito negli Usa.

Giappone e Germania sono solo gli ultimi due paesi in ordine di tempo ad avere reso noti i loro piani di spesa.

Il governo giapponese ha approvato oggi un bilancio record da 88,5 milioni di miliardi di yen (980 miliardi di dollari), per coprire un programma di stimoli fiscali da 12 milioni di miliardi di yen e la Germania ha predisposto il suo secondo pacchetto di spesa da 25 miliardi di euro.

Alcuni economisti rilevano però come l‘aumento della spesa fino ad ora non sia riuscito a far crescere la fiducia dei consumatori, dei mercati e degli investitori.

LA STRADA MAESTRA DELLA CRISI

Molte tra le principali società stanno lottano per sopravvivere, tagliano posti di lavoro, diminuiscono i giorni lavorativi o riducono i benefit per far fronte all‘indebolimento delle domanda. Ma per altri la crisi è diventata troppo aggressiva.

Zavvi, società che distribuisce cd, dvd, libri e giochi, è diventata la terza maggiore vittima della crisi in Gran Bretagna in meno di 24 ore. Gli amministratori di Ernt & Young hanno detto che intendono vendere i 144 punti vendita di Zavvi in Gran Bretagna nell‘ottica di cedere tutta o una parte della società.

I listini europei hanno concluso con il segno meno un seduta più breve in vista della pausa di Natale e caratterizzata da scambi sottili. Pesano soprattutto gli energetici a causa del calo del greggio CLc1 sotto i 40 dollari al barile.

Wall Street scambia in positivo, nonostante l‘ondata di dati Usa negativi diffusi nel pomeriggio.

La Germania pensa di limitare a 25 miliardi di euro un secondo pacchetto di stimoli per l‘economia, rivela un politico di uno dei lander. Una misura molto inferiore rispetto ai 40 miliardi di euro destinati a nuovi progetti di cui Der Spiegel aveva scritto in precedenza.

Intanto, la banca centrale della Polonia ha annunciato un probabile taglio dei tassi nel 2009.

In Russia, una fonte vicina alla banca centrale ha confermato che il rublo è stato svalutato sette volte in un mese e il viceministro degli interni ha detto che nel Paese si registrano un numero crescente di disordini legati alle misure anticrisi.

“La situazione può essere esacerbata dalle proteste che nascono dalla frustrazione dei lavoratori perchè non vengono pagati gli stipendi o perchè a rischio di licenziamento”, ha dichiarato il viceministro Mikhail Sukhodolsky, secondo quanto riportato dall‘agenzia Ria.

La primo ministro ukraino Yulia Tymoshenko ha annunciato che nel 2008 il deficit di bilancio potrebbe non essere coperto perché mancano i fondi.

“La banca centrale si è rifiutata di rifinanziare entro la fine dell‘anno le banche che hanno accettato di fornire crediti per il deficit di bilancio pianificato dello Stato”, ha detto la premier durante una conferenza stampa.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below