Crisi, anche debito privato in calcolo rating Paesi - Amato

domenica 7 dicembre 2008 09:48
 

MILANO, 7 dicembre (Reuters) - Per l'ex premier ed ex ministro dell'Interno Giuliano Amato il debito privato dovrebbe rientrare fra gli indicatori di rischio da considerare per i rating delle diverse nazioni, come ha dichiarato ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Lo si legge in una intervista pubblicata oggi dal Messaggero, in cui Amato sottolinea anche l'assenza di un coordinamento delle politiche in Europa contro la crisi e dice che le misure varate dal governo italiano affrontano in modo inadeguato la capacità di spesa dei redditi medio-bassi.

"Il debito privato è uno dei fattori di rischio che dovrebbero essere tenuti presenti nei rating dei diversi Paesi - dice Amato - Per anni abbiamo atteso che si definisse il livello di insostenibilità del debito pubblico, mentre il primo debito che si è rilevato insostenibile in questa crisi è stato quello privato".

Dopo aver ricordato che negli ultimi anni il mondo ha caricato sull'economia americana i propri tassi di sviluppo, Amato dice, per quel che riguarda gli Usa, che "il problema è che tutte le sedi pubbliche e private di sorveglianza e di controllo, Fed, agenzie di rating, Fondo monetario, non avevano ravvisato particolari condizioni di rischio perché nei loro indicatori economici non rientra il debito delle famiglie. E allora evidentemente è opportuno che il debito rientri fra gli indicatori di rischio".

A proposito del modo in cui l'Europa ha affrontato la crisi finanziaria globale, l'ex premier risponde che "il coordinamento delle politiche europee francamente non c'è".

"Ci sono misure diverse nei singoli Paesi - prosegue - il Regno Unito punta su una forte riduzione dell'Iva, la Germania si muove con estrema prudenza e si preoccupa soprattutto della propria stabilità interna, la Commissione ha fatto una rassegna degli strumenti che ha, ma analizzando il suo piano con attenzione ci si accorge che servirebbe qualcosa di più".

Sul piano varato dal governo italiano, Amato dice: "Secondo me ci stiamo occupando in modo inadeguato della capacità di spesa dei redditi medi e medio-bassi. E alcune delle misure che si stanno adottando possono addirittura essere controproducenti".

"Prendiamo i tassi di interesse - conclude Amato sul Messaggero - Scendono sui mutui ma anche sui depositi bancari. I piccoli risparmiatori che hanno i loro soldi in banca non prenderanno quasi più nulla sotto forma di interessi. Sarebbe certo meglio rivedere i carichi fiscali piuttosto che ricorrere alle una tantum".